GRESSAN (qdn) Mercoledì scorso, 25 giugno, la Giunta regionale ha approvato l’atto di concessione a titolo gratuito all’Usl della Valle d’Aosta del primo piano del Cea di Gressan per l’attivazione del Centro Unico per la presa in carico di persone con disturbo dello spettro autistico e delle loro famiglie. Questa soluzione, che conclude un percorso avviato lo scorso mese di gennaio con le strutture competenti regionali e con l’Usl, permetterà di sfruttare appieno la struttura di proprietà regionale mettendola a disposizione della collettività per l’erogazione di servizi socio-sanitari territoriali sempre nell’ambito delle politiche a favore del trattamento della non autosufficienza e della disabilità.
«Sono molto contento – sottolinea l’assessore Carlo Marzi – perché finalmente riusciamo a utilizzare tutta la struttura del Cea di Gressan come è sempre stato nella volontà della famiglia che lo ha donato alla nostra comunità. La signora Alina Curtaz ha infatti accolto con favore la sperimentazione rispetto all’utilizzo del primo piano della struttura per le persone con disabilità, nel caso specifico un centro dedicato interamente alla presa in carico delle persone con disturbo dello spettro autistico per essere vicini alle difficoltà che vivono le loro famiglie».
Il Centro nasce dal lavoro della competente Struttura regionale nell’attuare le disposizioni dei Decreti del Ministero della salute del 24 gennaio 2023 e del 6 febbraio 2023, che hanno destinato alla Regione finanziamenti pari rispettivamente a 302.309 euro e 269.591 euro al fine di favorire iniziative e progetti di carattere socio-assistenziale e abilitativo per le persone con disturbo dello spettro autistico.
Le linee di indirizzo per la realizzazione del Centro sono state concertate e condivise in sede di Tavolo tecnico regionale di coordinamento e monitoraggio sull’autismo, al quale partecipa attivamente anche l’Associazione Angsa Valle d’Aosta, con l’obiettivo di completare la rete dei servizi per l’autismo a livello regionale.
Per la realizzazione del progetto si è istituita una cabina di regia composta dai competenti uffici regionali, dal Dipartimento di salute mentale e dalla Struttura Complessa Neuropsichiatria infantile, supportata dagli uffici amministrativi dell’Usl.
Il Centro si propone di offrire una risposta logistica territoriale efficace e completa a vantaggio di tutti, utenti e operatori. Avere un Centro unico significa trovare tutti i professionisti nello stesso luogo, evitando frammentazioni e difficoltà logistiche sia ai fruitori che agli addetti ai lavori che potranno crescere come équipe multidisciplinari specifiche per i piccoli (0-16 anni), per l’età di transizione (16-18 anni) e per l’età adulta.
Inoltre, offrirà la formazione e il sostegno anche ai famigliari. Le figure professionali previste per il funzionamento del Centro sono lo psichiatra, il neuropsichiatra, lo psicologo e l’educatore.
Infine, la struttura si prepone di implementare due équipe specializzate nella gestione dei cosiddetti “casi complessi” con comorbidità e caratterizzati da emergenze comportamentali serie (équipe Edeco). Il progetto ha preso il via grazie all’accordo di collaborazione tra il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, che ha assegnato alla regione il fondo dedicato di 114.756 euro.

