AOSTA (zgn) La Giunta regionale ha approvato ieri, venerdì 2 ottobre, una deliberazione che estende fino al 31 dicembre la sperimentazione del Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, previsto dal decreto legislativo numero 62 del 2024.
Nella prima fase, avviata nel 2025, la sperimentazione era stata circoscritta alle richieste rimaste in lista d’attesa e ai ragazzi maggiorenni in uscita dal percorso scolastico.
Con questo nuovo atto. Invece, si estende la possibilità di presentare istanza per la formulazione del proprio Progetto di vita a tutti gli interessati.
Parallelamente prosegue il lavoro per la definizione del nuovo modello regionale di attuazione della riforma della disabilità e dell’assetto a regime del Progetto di vita.
Il percorso si sviluppa nell’ambito del Tavolo di co-programmazione sulla disabilità, con il coinvolgimento delle persone con disabilità e delle loro rappresentanze, delle associazioni e degli enti del Terzo settore, nonché dei soggetti istituzionali e professionali interessati.
Il confronto è finalizzato alla definizione della disciplina regionale del Progetto di vita e delle relative modalità di accesso, elaborazione e attuazione, nonché alla revisione dell’organizzazione e del funzionamento delle Unità di Valutazione Multidimensionale, anche alla luce degli elementi che emergeranno dalla sperimentazione, con l’obiettivo di costruire un assetto stabile e coerente con le caratteristiche organizzative e territoriali della Valle d’Aosta.
«Fin dall’avvio della riforma abbiamo detto che era un atto transitorio, pensato per essere migliorato strada facendo e insieme a chi è direttamente interessato. – dichiara alla Sanità, Salute e Politiche sociali l’assessore Carlo Marzi – Le persone con disabilità, le famiglie e le associazioni ci hanno chiesto di non lasciare nessuno indietro, e con questa delibera facciamo un ulteriore passo concreto in quella direzione: chiunque presenterà richiesta potrà accedere al Progetto di vita. Sappiamo che c’è ancora molto da fare, ma questa delibera rappresenta, insieme all’avvio del Piano formativo territoriale e all’introduzione di nuovi servizi, un importante progresso, che vogliamo fare e implementare ascoltando chi vive questa riforma ogni giorno».
La deliberazione evidenzia anche che la gestione delle istanze è affidata alla Struttura Welfare e politiche per la famiglia, incardinata nell’Unità Organizzativa Non autosufficienza, come previsto dalla recente riorganizzazione dell’Amministrazione regionale.


