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Novità ad Aosta grazie alla collaborazione con il Mauriziano di Torino

Impianto di valvole cardiache a torace chiuso: due interventi

Ingrandisci la foto: Da sinistra la coordinatrice infermieristica della Cardiologia Patrizia Persico, la direttrice della struttura di Anestesia e Rianimazione cardiovascolare Gabriella Buono, la direttrice dell’Anestesia e Rianimazione Susanna Petrucci, il direttore della struttura di Chirurgia del Mauriziano di Torino Paolo Centofanti, il direttore della Cardiologia del “Parini ” Paolo Scacciatella e il direttore generale dell’Usl Massimo Uberti
Da sinistra la coordinatrice infermieristica della Cardiologia Patrizia Persico, la direttrice della struttura di Anestesia e Rianimazione cardiovascolare Gabriella Buono, la direttrice dell’Anestesia e Rianimazione Susanna Petrucci, il direttore della struttura di Chirurgia del Mauriziano di Torino Paolo Centofanti, il direttore della Cardiologia del “Parini ” Paolo Scacciatella e il direttore generale dell’Usl Massimo Uberti
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AOSTA (qdn) Il reparto di Cardiologia di Aosta, con una equipe specializzata di professionisti dell’ospedale Mauriziano di Torino, ha eseguito per la prima volta 2 interventi di impianto di valvole cardiache a torace chiuso. L’ospedale regionale “Umberto Parini” di Aosta è il primo centro italiano senza cardiochirurgia ad aver eseguito questo tipo di intervento, ed è stato possibile grazie all’accordo tra i 2 nosocomi. I primi 2 interventi transcatetere di impianto valvolare aortico, Tavi, sono stati eseguiti con successo su 2 pazienti di 83 e 85 anni. Si tratta di un’operazione di alta tecnologia e che non prevede più né l’apertura toracica del paziente né l’anestesia totale, ma solo una semplice sedazione. «È un lavoro di equipe integrato tra le 2 strutture» spiega il direttore generale dell’azienda sanitaria valdostana Massimo Uberti. L’intervento dura poco più di un’ora. «La sostituzione della valvola aortica avviene mediante un catetere che viene inserito all’interno dell’arteria femorale e raggiunge il cuore: qui è posizionata la valvola nuova su quella malata, che ripristina così il passaggio del sangue. È una procedura complementare all’intervento cardiochirurgico per cui bisogna selezionare bene i pazienti» illustra il direttore della Cardiologia dell’ospedale valdostano Paolo Scacciatella. In Valle d’Aosta sono 423 i pazienti affetti da stenosi valvolare aortica, di età media sopra i 75 anni. Si tratta di una malattia progressiva e degenerativa: ogni anno circa 40 sono sottoposti a intervento, che finora doveva essere fatto fuori regione. Con questa nuova tecnica, i pazienti potranno essere operati in Valle d’Aosta.