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Presentato il progetto Dama: sarà personalizzata l’accoglienza in ospedale delle persone disabili

Ingrandisci la foto: Da sinistra la responsabile del Day Hospital Multidisciplinare e del progetto Dama Cinzia Gianonatti, l’assessore Carlo Marzi e il direttore del Dipartimento materno infantile Paolo Serravalle
Da sinistra la responsabile del Day Hospital Multidisciplinare e del progetto Dama Cinzia Gianonatti, l’assessore Carlo Marzi e il direttore del Dipartimento materno infantile Paolo Serravalle
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AOSTA (qdn) Accogliere in ospedale in modo personalizzato le persone con disabilità intellettiva, comunicativa e neurosensoriale per effettuare esami diagnostici, visite specialistiche e interventi chirurgici in regime di day hospital. E’ l’obiettivo del progetto Dama (Disabled Advanced Medical Assistance) che è stato presentato mercoledì scorso, 19 marzo, dall’Assessorato regionale della Sanità e dall’Usl e che ha l’obiettivo di superare le barriere che spesso rendono difficoltoso l’accesso alle cure nei percorsi ospedalieri tradizionali per le persone disabili.

Il progetto, già sviluppato con successo all’Ospedale San Paolo di Milano, viene ora implementato in Valle d’Aosta attraverso il Day Hospital Multidisciplinare dell’Ospedale “Umberto Parini”, diretto dalla dottoressa Cinzia Gianonatti. Per i pazienti con meno di 18 anni, invece, i percorsi sono all’Ospedale Beauregard gestiti dalla Struttura complessa di Neuropsichiatria infantile.

Il progetto prevede una presa in carico globale e personalizzata del paziente, con un approccio multidisciplinare che coinvolge specialisti, infermieri e caregiver. I percorsi diagnostico-terapeutici vengono semplificati e adattati per garantire un ambiente ospedaliero inclusivo e sicuro. L’accesso alle prestazioni mediche è facilitato, evitando ricoveri non necessari e migliorando la gestione dei pazienti nei servizi di Pronto Soccorso.

«E’ un progetto dinamico che prevede integrazioni e modifiche nel corso della sua evoluzione al fine di un continuo miglioramento» spiega la dottoressa Cinzia Gianonatti. «Abbiamo supportato l’Usl per realizzare questo importante progetto, atteso e fortemente voluto dalle associazioni e dai familiari delle persone con disabilità, dandogli priorità nell’ambito degli obiettivi annuali. – commenta l’assessore alla Sanità Carlo Marzi – Con questa iniziativa, poniamo nuovamente la persona al centro dell’accessibilità e dell’accoglienza proseguendo nel percorso che sia in ambito sanitario che sociale abbiamo intrapreso insieme alle associazioni, volto a garantire sempre più un’assistenza sanitaria personalizzata e di qualità».

Il progetto include un numero telefonico di riferimento (0165 543341 e 0165 543383), un ambulatorio dedicato e un archivio clinico informatizzato, per garantire continuità assistenziale e un coordinamento efficace tra i diversi reparti ospedalieri. L’organizzazione prevede un medico responsabile, una coordinatrice infermieristica e infermieri specializzati.

Il progetto include un protocollo per la sedazione procedurale, essenziale per garantire l’accesso a esami diagnostici complessi a pazienti non collaborativi. È stata inoltre istituita una rete di specialisti di riferimento che comprende cardiologi, neurologi, ortopedici, fisiatri, odontoiatri e altre figure essenziali per garantire un’assistenza completa.

L’iniziativa si distingue anche per il coinvolgimento attivo delle famiglie e dei caregiver, che vengono supportati nella gestione delle cure e accompagnati lungo tutto il percorso.