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Abiti «vicino» alla scuola? Niente buono pasto…

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AOSTA Appena avviato l’anno scolastico, l’Assessorato all’Istruzione comunica gli aggiornamenti sulla fruizione del buono pasto, per gli studenti delle scuole secondarie. Rimane invariato il valore di 5 euro del buono, cui si accede presentando la tessera sanitaria, e non aumenta la platea di studenti che vi possono accedere.

La delibera approvata dalla Giunta regionale venerdì 4 settembre aggiunge alcuni dettagli ai criteri di erogazione del servizio sostitutivo di mensa, per gli studenti delle istituzioni scolastiche di secondo grado dipendenti dalla Regione, inclusi i percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) sul territorio regionale. Infatti, evidenzia il testo, nella precedente normativa non erano specificati i titoli per la fruizione del servizio; i limiti e le condizioni di utilizzo; i ruoli e le responsabilità dell’Amministrazione regionale e delle Istituzioni scolastiche; le modalità di controllo delle transazioni; le ipotesi di utilizzo improprio del servizio e il recupero delle spese indebitamente sostenute.

Chi può usufruire del buono

La mensa regionale resta in via Garibaldi 18, abbastanza lontana da tutte le sedi di studio. Per tutti, studenti universitari o dei corsi AFAM del Conservatoire, delle scuole secondarie di secondo grado e dei corsi IeFP, il servizio di mensa è quindi sostituito dal buono “elettronico”, cioè accessibile presentando la tessera sanitaria.

Per gli studenti che frequentano i corsi attivati in Valle d’Aosta il servizio di mensa è sostituito da una quota integrativa, calcolata in base al reddito, dell’assegno di studio.

Per gli studenti più giovani, invece, si allarga la possibilità di utilizzare il buono anche nei giorni in cui non c’è rientro per le lezioni del pomeriggio, a patto che siano residenti in Valle d’Aosta, oppure domiciliati e non residenti, ma riconosciuti come profughi di guerra, stranieri richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale. Il buono è invece sempre valido per gli alunni con disabilità.

Il secondo requisito è che la residenza sia in un Comune diverso dal quello in cui c’è la scuola che frequentano, che essa sia ad Aosta, Brissogne, Saint-Vincent o Verrès. Entro le scadenze comunicate dalle istituzioni scolastiche, le famiglie devono presentare la richiesta affinché i figli siano abilitati al servizio di mensa.

Chi resta fuori. Le criticità

C’è però un nuovo limite e riguarda chi abita “troppo vicino” alla scuola. Infatti, chi risiede nello stesso comune della propria scuola, può ottenere il buono pasto solo se è distante almeno 1200 metri, e la distanza è calcolata “mediante sistemi di cartografia digitale di uso comune”. Ciò significa che se uno studente impiega 17 minuti, durata media per un tragitto casa-scuola appena sotto i 1200 metri, non può avere il buono, mentre il compagno che ne impiega 18 può spendere i suoi 5 euro negli esercizi convenzionati, contraddicendo il “principio di parità di trattamento tra gli studenti” che apre la delibera.

Il secondo aspetto che fa riflettere è che la pausa è, sulla carta, di 60 minuti, dalle 13.20 alle 14.20 nella maggioranza delle scuole. Però l’uscita in massa all’ora esatta fa ritardare in genere di 5-10 minuti e in ogni caso la campanella per il rientro pomeridiano suona 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni.

Lo studente, perlopiù minorenne, se non abita proprio di fronte alla scuola si trova quindi ad avere tre quarti d’ora di tempo, dei quali più di mezz’ora serve già per andare a casa e tornare a scuola, sempre che poi possa trovare un adulto che non lavora in quell’orario, pronto a nutrirlo in pochi minuti.

Un’ultima considerazione riguarda gli studenti viaggiatori, che con le nuove regole potrebbero fruire del buono pasto anche tutti i giorni. Gli orari dei mezzi pubblici sono spesso misurati rispetto alla campanella dell’uscita, tanto che diverse istituzioni scolastiche tollerano 5-10 minuti di ritardo per i viaggianti e permettono loro di uscire prima.

Questi studenti dovrebbero però consumare il pasto prima di salire sul mezzo pubblico, o sul proprio ciclomotore, perché la delibera prevede che il buono si possa spendere solo presso esercizi convenzionati nel Comune in cui ha sede l’Istituzione scolastica frequentata.

Quindi dovrebbero scegliere tra l’arrivare a casa il prima possibile o rimandare il rientro (e lo studio) e utilizzare il buono.