Scuola

Giovani politici crescono. Al Manzetti come in Consiglio regionale

2 minuti di lettura

AOSTA (mye) Due gruppi si confrontano, discutono e alla fine trovano un punto d’incontro. Si tratta della simulazione proposta dai volontari del Conseil des Jeunes Valdôtains, l’associazione che, dal 2016, riunisce i giovani fra i 18 e i 33 anni che hanno partecipato alle diverse simulazioni parlamentari, in Valle d’Aosta e in altri Paesi francofoni.

Continuando a vivere le loro esperienze in prima persona, i ragazzi hanno anche un progetto specifico dedicato agli studenti delle scuole superiori. “Il progetto, destinato alle classi terze, quarte e quinte – spiega la responsabile della comunicazione Anduela Lleshi – ha lo scopo di promuovere la partecipazione degli studenti alla vita democratica, sensibilizzando l’interesse per il senso di democrazia rappresentativa e per il funzionamento delle istituzioni. Allo stesso tempo, incoraggia gli studenti a rispondere rapidamente alle urgenze sociali del nostro tempo, in modo attivo, efficace e responsabile, promuovendo la lingua francese quale mezzo di apertura ad altre culture ed altre opportunità”.

Dopo le vacanze di Natale, giovedì 8 e venerdì 9 gennaio e poi giovedì 22 e, ieri, venerdì 23 gennaio hanno proposto l’attività a 3 classi dell’ISITP Manzetti, di Aosta ospitati dalle docenti Silvia Giovinazzo, Elena Meynet e Silvia Passerini.

Dopo un incontro di introduzione, gli alunni di 4A, 5A e 5B dell’indirizzo Informatica e Telecomunicazioni sono stati invitati a discutere e votare sui temi che avevano scelto a maggioranza: per la quarta è stato “La legalizzazione della cannabis: strumento di regolazione o rischio per la salute?”; per le due quinte, rispettivamente, “I grandi eventi sportivi: opportunità economica o deriva ambientale?” e “Immagini di bambini sui social: opportunità o rischio?”. Il dibattito si è svolto interamente in francese, rispettando ruoli (c’erano anche presidente e segretario dell’assemblea) e regole, come in un Consiglio regionale.

I partecipanti hanno apprezzato soprattutto la possibilità di confrontarsi e il fatto di mettersi in gioco, anche trovando in poco tempo le parole e gli argomenti per ribattere adeguatamente.