Scuola

Giustificazioni, transessualità, digitalizzazione, Invalsi. Scuola, i «no» di Valle d’Aosta Futura

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AOSTA (fci) Con una nota Valle d’Aosta Futura contesta le scuole superiori che «arrivano a richiedere ai genitori, oltre alla regolare giustificazione in caso di assenza dell’alunno, ulteriore documentazione, basandosi su regolamenti interni o circolari». Secondo il movimento sono emersi casi di «richiesta di “pezza giustificativa” (certificato specifico o altro) ad integrazione della normale giustificazione; richiesta lesiva del diritto alla riservatezza dei ragazzi e delle famiglie; richiesta della presenza di un adulto qualora il minore debba uscire in anticipo rispetto all’orario di fine lezioni, quando normalmente esce in autonomia, con minaccia addirittura di trattenere il minore; restrizione dell’orario di accesso: per esempio “è ammessa l’entrata posticipata al massimo entro le 9: la perdita anche di un solo modulo di lezione per disposizioni della scuola costituisce violazione del diritto allo studio».

Non solo: «Nelle scuole pubbliche vengono organizzati progetti chiamati all’“affettività” in cui spesso però vengono promossi: l’equiparazione di ogni orientamento sessuale e di ogni tipo di “famiglia”; la prevalenza dell'”identità di genere” sul sesso biologico e la conseguente normalizzazione della transessualità e del transgenderismo; la sessualizzazione precoce dei giovani e dei bambini e la decostruzione di ogni comportamento o ruolo tipicamente maschile o femminile, insinuando che si tratterebbe sempre di arbitrarie imposizioni culturali. Con queste iniziative la scuola si assegna un compito che spetta alle famiglie e si attribuisce il potere abnorme di indicare modelli di comportamento e imperativi morali».

Valle d’Aosta Futura è in disaccordo anche sul fatto che «i risultati delle prove Invalsi entreranno a fare parte del curriculum dello studente, verranno allegati al diploma finale di scuola superiore e contenuti nell’E-Portfolio, (…) i dati raccolti e immortalati nel profilo virtuale dello studente lungo il corso della sua storia personale saranno tali da condizionarne le opportunità future. Rappresentano cioè un segno indelebile, una etichettatura definitiva di un soggetto che dovrebbe essere in via di formazione con possibilità di momenti di fatica e di difficoltà, di cui gli algoritmi non tengono ovviamente conto».

Ancora: «La Sovraintendenza agli Studi fa pressioni, attraverso i dirigenti scolastici, affinché vengano approvati e realizzati i progetti del Pnrr volti a digitalizzare acriticamente la didattica». Permangono invece, prosegue la nota, «gravi problemi di edilizia scolastica oltre ad una drastica riduzione dei finanziamenti per le visite d’istruzione e/o per i soggiorni linguistici».

Sempre nel campo della digitalizzazione «è preoccupantemente emersa la richiesta e l’imposizione ai docenti di requisiti contro l’attuale legislazione italiana per quanto riguarda l’identità digitale (spid) e l’accesso a piattaforme; i dati ad oggi sono affidati a società private con tutti i rischi più che noti e che regolarmente escono nelle pagine di cronaca di intrusioni e fughe di dati».