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«Proponiamo di intitolare la ciclabile della città alle staffette partigiane». Il progetto degli studenti della classe 5B Itt dell’Itpr Corrado Gex di Aosta

Ingrandisci la foto: Al progetto toponomastica al Corrado Gex ha partecipato la classe 5B Itt, con l’insegnante Cecilia Lazzarotto
Al progetto toponomastica al Corrado Gex ha partecipato la classe 5B Itt, con l’insegnante Cecilia Lazzarotto
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AOSTA (mye) Tutto è partito dal bando che l’associazione nazionale Toponomastica Femminile propone ogni anno a studenti e studentesse, con il titolo “Sulle vie della parità”. La professoressa Cecilia Lazzarotto ha raccolto la sfida e, proposta l’iniziativa alla 5B ITT Indirizzo tecnico turistico dell’ITPR Corrado Gex di Aosta, a settembre è iniziata la preparazione del lavoro, che ora si è completato con il secondo premio ex aequo. Le attività della classe prendono la forma del diario, i tempi sono stretti perché la consegna dei lavori alla giuria del concorso deve essere fatta entro sabato 8 marzo. Viene scelto come titolo “Staffette partigiane: l’importanza della memoria” e il tema viene approfondito in alcuni incontri organizzati appositamente: “Abbiamo definito la toponomastica e la toponomastica femminile – spiega Cecilia Lazzarotto – e analizzato le mappe delle principali città europee. Il problema è comune: le strade intitolate a donne sono poche. La regista Chiara Zoja ci ha presentato il suo progetto di un cortometraggio su Aurora Vuillerminaz. Poi abbiamo partecipato allo spettacolo teatrale “Fino a quando la mia stella brillerà” sulla vita di Liliana Segre. Infine lo scrittore, e collega di lettere, Federico Gregotti Zoja ci ha raccontato Liliana Segre e le pietre d’inciampo”. Dalle ricerche della classe è emerso che le donne cui è intitolato qualcosa di pubblico sono solo una manciata: Aurora Vuillerminaz, Ermelinda Duclair, Joséphine Duc Teppex, Maria Ida Viglino, Ida Désandré. “E le altre donne? Dove sono?” si chiedono gli studenti. “Aurora Vuillerminaz ha perso la vita per mano dei nazifascisti – riflettono gli studenti nel loro diario – con lei molte altre donne hanno partecipato alla Resistenza in Valle d’Aosta, in città e non solo, come staffette. Proponiamo di intitolare la ciclabile della città alle Staffette Partigiane”. Così, decidono di scrivere al sindaco di Aosta Gianni Nuti e alla sua Giunta. “L’intitolazione della pista ciclabile alle staffette partigiane, infatti, consentirebbe alla città di riconoscere il valore delle molte donne che con grande coraggio hanno aderito alla Resistenza. – scrivono i ragazzi – Inoltre, diventerebbe un punto di partenza per prevedere una progettazione della memoria, un percorso didattico/turistico, che accompagnerebbe le nuove generazioni e i turisti alla scoperta della storia di donne aostane e non che hanno fatto la storia della nostra città, liberandola dalla dittatura e tessendo le basi della democrazia”.

Dopo la consegna dei lavori per il concorso, la classe ha partecipato ad una visita di istruzione a Cracovia e ha visitato Auschwitz a 80 anni dall’apertura dei cancelli da parte dell’Armata Rossa; ha incontrato Maria Pia Simonetti che ha raccontato la storia di Ida Désandré. L’ultimo incontro si è svolto mercoledì 28 maggio, con una rappresentanza dell’Anpi che ha spiegato il ruolo della resistenza (maschile e femminile) e ha guidato la classe nell’analisi di giornali dell’epoca. In geografia hanno analizzato i luoghi della memoria a livello globale (New York; Israele; Giappone) e i temi di geopolitica attuali confrontandoli con il passato. “Il futuro che auspichiamo – concludono gli studenti – è una città che valorizzi il lavoro, la storia, l’arte, la cultura di donne e uomini, riequilibrando i generi, restituendo alle donne pari dignità e visibilità, per una società più equa”.