AOSTA (cex) Il rapporto tra il Giro d’Italia e la Valle d’Aosta è nato il 6 giugno 1952, 73 anni fa, con la Cuneo-Saint Vincent, terz’ultima tappa di 199 chilometri vinta da Pasqualino Fornara della Bottecchia con in maglia rosa Fausto Coppi nel quarto dei suoi 5 Giri e nella seconda accoppiata Giro-Tour per l’airone di Castellania, impresa riuscita 3 volte a Eddy Merckx, 2 a Coppi, Bernard Hinault e Miguel Indurain e 1 a Jacques Anquetil, Stephen Roche, Marco Pantani e Tadej Pogacar.
Quindi la corsa rosa venerdì prossimo, 30 maggio, approderà nella nostra regione per la 30esima volta. Sarà però la prima per Champoluc e la Valle d’Ayas che ospitò nel 2000 l’arrivo della tappa del Giro donne vinta dalla vicentina Alessandra Cappellotto, quando il ciclismo femminile non era ancora gestito da Rcs Sport e non aveva la rilevanza di oggi.
Il giorno dopo, sabato 31, per Verrés sarà invece un ritorno, visto che il borgo ai piedi dello storico castello che ospitò nel 2024 il Giro Next Gen ripropone una partenza a 28 anni dal 1° giugno 1997 quando sotto il diluvio della tappa con arrivo a Borgomanero vinse il toscano Alessandro Baronti, con in maglia rosa verso il primo dei 2 giri vinti il bergamasco Ivan Gotti, dopo il trionfo del giorno prima di Cervinia.
Al Breuil i corridori si svegliarono negli alberghi con le ammiraglie ricoperte di neve ed eravamo appunto – allora come sarà anche nel 2025 – il 31 maggio, proprio un sabato.
Il Giro d’Italia interesserà il nono Comune valdostano per l’arrivo, dopo 13 volte a Saint-Vincent, 5 a Breuil Cervinia, 3 ad Aosta, 2 a Cogne, Pila e Courmayeur, 1 a Gressoney-Saint-Jean e La Thuile, a cui si aggiungono Verrès e Pont-Saint-Martin per 2 delle 25 partenze, oltre alle 18 a Saint-Vincent, le 4 ad Aosta e la sola a Courmayeur.
A vincere in Valle d’Aosta sono stati 13 volte gli italiani e 16 gli stranieri, 4 belgi, 2 spagnoli, inglesi e tedeschi, 1 statunitense, ucraino, lussemburghese, irlandese, ecuadoregno e costaricense. Per 3 volte ha trionfato Eddy Merckx tra le sue 25 affermazioni tra il 1968 e 1973.
Tra le curiosità nel 1987 a Pila si impose in salita lo scozzese Robert Millar, l’unico vincitore di tappa della storia ad essere diventato donna, ora si chiama Philippa York. Quell’anno, nel 1987, l’irlandese Stephen Roche vinse Giro, Tour e Mondiale, impresa riuscita solo a Merckx e Pogacar, e intitolò il suo chalet in Irlanda a Pila per ricordare il terzo posto della tappa e la successiva vittoria del 13 giugno nella cronometro finale Aosta-Saint Vincent.
Probabilmente la tappa più entusiasmante fu nel 1959 quella durissima – 296 km – da Aosta a Courmayeur ma affrontando i colli del Gran San Bernardo, della Forclaz e e del Piccolo San Bernardo, tanto che il lussemburghese Charly Gaul – dopo un’incredibile fuga di 50 km dal Piccolo a Courmayeur, dove arrivò in solitudine – era talmente provato che non si presentò alla premiazione e gli portarono in albergo la maglia rosa strappata a Jacques Anquetil quel giorno – sabato 6 giugno – e portata a Milano per il trionfo finale di sabato 7.
Cesarino Cerise

