COURMAYEUR (ces) «Forse è arrivato per me il tempo di dire stop. Quando un’atleta fa fatica, oltre che fisicamente anche di testa, è meglio fermarsi». Lo ha detto Martine Michieletto sabato scorso, 7 giugno, sul ring del Courmayeur Sport Center, trasformato nel cuore mondiale della kickboxing per la 28esima edizione di Oktagon. Pochi minuti prima, la valdostana era uscita sconfitta al terzo round dall’incontro contro la portoghese Débora Évora. L’atleta della bassa Valle si è così fermata a un passo dall’ennesimo titolo.
L’ingresso di Martine Michieletto, accompagnato dalle note della canzone composta appositamente per lei da Philippe Milleret, è stato molto suggestivo. La sua salita sulla pedana è avvenuta tra due ali di Cavalieri di Caterina di Challant che, al suo passaggio, hanno alzato le spade per renderle omaggio. Nei due round iniziali le atlete si sono scambiate buoni colpi ma nel terzo qualcosa non è più andato nel verso giusto: Évora ha messo a segno una forte ginocchiata al corpo e Martine ha accusato il colpo, accasciandosi sulle ginocchia. Il match è proseguito ma Martine era ormai in chiara difficoltà sul pressing della portoghese che con un destro al corpo l’ha mandata nuovamente a terra e questa volta l’incontro è finito.
«Martine è affetta dal 2018 da una grave malattia autoimmune alla tiroide. – ha rivelato in seguito il suo allenatore e compagno Manuel Bethaz – Si sta curando, ma a gennaio di quest’anno ha avuto una nuova ricaduta. Martine ha perso comunque contro un’avversaria forte».
Alte erano la tensione e l’attesa per il penultimo incontro della serata, quello tra Mattia Faraoni e Claudiu Istrate, con in palio la cintura per la categoria +100 kg, che è terminato con la vittoria di Faraoni per squalifica di Istrate, che ha abbandonato il palazzetto tra i fischi del pubblico. Tanti gli incontri che hanno acceso il ring del Courmayeur Sport Center prima delle due sfide mondiali più attese con le vittorie di Ouassim Touzi su Antonio Mosca, di Alessandro Farina su Aman Catalin, di Pietro Bellini del Fighting Club Aosta su Dennis Tardanico, di Mathis Tavares su Alan Bolettieri, di Gianbattista Joele Di Pietro su Cosimo Totaro, di Oscar Cambiaghi su Loik Rouge, di Killian Emery su Alessandro Farez, di Nicolas Novati su Alik Canavy, di Ruben Sciortino su Josué Lepape, di Giorgia Pieropan su Marine Lievrouw, di Tenuun Gantushig su Oussama Bouchiba di Ismail Staub su Giuseppe Gennuso e di Mustapha Haida su Christian Guiderdone.


