Turismo

INTERVISTA Giovani albergatori, il bilancio di Giorgia Vigna Lasina, presidente uscente

«Anche un gruppo così piccolo può essere credibile, propositivo e ascoltato a livello nazionale»

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Giorgia Vigna Lasina
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AOSTA (pcy)  Si apre una nuova fase per i Jeunes Hôteliers Valdôtains, che hanno ufficializzato il cambio al vertice durante l’incontro tenutosi giovedì 22 gennaio scorso, alla Cantina Taema di Aosta, dov’è stata formalizzata la nomina di Pietro Imbimbo Roullet, dell’Hotel Bellevue di Cogne, alla presidenza, e di Jennyfer Lale Murix, dell’Hotel Notre Maison di Saint-Pierre, nel ruolo di vicepresidente.

I nuovi incaricati raccolgono il testimone di Giorgia Vigna Lasina e Sharon Saudin, che hanno guidato i giovani albergatori valdostani negli ultimi anni. Giorgia Vigna Lasina ricorda i momenti più significativi della sua esperienza quinquennale come presidente.

Gli esordi
«Quando ho preso in mano il Gruppo nel 2021, insieme a Sharon Saudin come vicepresidente e a un direttivo completamente rinnovato, era un momento molto delicato per il turismo. Il primo obiettivo è stato rimettere insieme le persone e ridare loro energia e fiducia, facendo sentire i giovani meno soli.

Abbiamo lavorato molto sull’identità del gruppo con un nuovo logo, l’apertura dei profili social e il censimento dei giovani nelle strutture ricettive della Valle d’Aosta, che ci ha permesso di creare una rete vera, viva, fatta di oltre 70 volti e non solo di nomi.

Uno dei primi progetti a cui tengo di più è stata la realizzazione del video “La voce degli albergatori”: un racconto molto emotivo dedicato a chi ha resistito e continuato a credere nel proprio lavoro dopo la pandemia. Poi sono tornati i tempi normali ed è iniziato un percorso fatto di incontri, formazione e relazioni, come gli “AperiJHV”, pensati come momenti informali di confronto, il “Tour Virtuale dei Jeunes” per raccontare le strutture ricettive e i giovani che le gestiscono, le visite nelle scuole e i momenti in aula con i ragazzi della scuola alberghiera di Châtillon.

Tra gli eventi più significativi ricordo con piacere il Meeting Invernale Nazionale del Comitato nazionale Giovani Albergatori-CNGA nel 2023 a Cervinia, un appuntamento molto intenso che ha attraversato quasi tutta la regione, dalla Bassa Valle fino alle piste da sci, unendo studio, territorio e visione».

I traguardi
«Tra i vari successi ottenuti – prosegue Giorgia Vigna Lasina – ricordo il “Premio nazionale Comitato Giovani Albergatori dell’anno 2022” di Federalberghi, destinato al gruppo territoriale che si distingue per iniziative nel settore, formazione, sostenibilità e networking, a dimostrazione che anche un gruppo così piccolo può essere credibile, propositivo e ascoltato a livello nazionale.

È stato gratificante non solo per me, ma per tutta la squadra che ha lavorato sodo: ognuno di noi infatti aveva il proprio compito e siamo riusciti a raggiungere importanti traguardi tutti insieme.

Poi sicuramente uno dei segnali più importanti del lavoro svolto è stato il riconoscimento ricevuto da Marcello “Dinno” De Risi, presidente dei Giovani Albergatori di Federalberghi, che mi ha invitata a far parte dell’Ufficio di presidenza del Comitato Nazionale Giovani Albergatori, un invito che non era scontato e che è arrivato come conseguenza del lavoro portato avanti dal gruppo.

Da lì, ho avuto l’opportunità di lavorare direttamente alla progettazione e all’organizzazione del Meeting europeo CNGA ad Atene nel 2023, ospiti del presidente HOTREC – Association of Hotels, Restaurants & Cafés in Europe, Alexandros Vassilikos, che è stata un’esperienza a dir poco grandiosa, nonché un’occasione di confronto e promozione.

Questi risultati, per me, rappresentano il punto più alto del percorso: non per ambizione personale, ma perché hanno dato credibilità nazionale ed europea al lavoro del gruppo Giovani Albergatori della Valle d’Aosta.

Un altro tassello importante è stato l’avvio della collaborazione con Aosta Valley Card e le strutture ricettive gestite dai giovani: abbiamo ottenuto e stiamo continuando ad avere un grandissimo risultato, poiché gli ospiti ai quali viene regalata la carta ritornano volentieri nella nostra regione per visitare i vari hotel del circuito, approfittando degli sconti e delle convenzioni.

Infine, anche la partecipazione alla TTG Travel Experience di Rimini, il punto di riferimento per l’industria del turismo, è stata un’importante vetrina per farsi conoscere dai tour operator e dal pubblico: abbiamo portato una ventina di realtà di diverse dimensioni, caratteristiche e servizi unite in un unico desk, una soluzione che si è rivelata molto proficua ed entusiasmante, anche se ci vorrebbe una persona dedicata perché l’organizzazione dell’evento avviene nel pieno della stagione estiva e porta via molte energie.

Però il successo più grande che mi porterò nel cuore sono le amicizie: quelle restano, più di tutto».

Le difficoltà
«Sicuramente non sono mancati momenti e situazioni difficili da gestire, poiché tenere insieme persone diverse, con tempi, caratteri e aspettative differenti, non è mai semplice – riferisce Giorgia Vigna Lasina. – Spesso ho sentito il peso della responsabilità, altre volte la fatica di portare avanti progetti ambiziosi, come la “Rencontre des Jeunes des Alpes” o la collaborazione con l’Ambasciata italiana in Moldova.

Alcuni progetti non sono mai partiti e all’inizio l’ho vissuta come una sconfitta, ma col tempo ho imparato che non tutto deve per forza riuscire per avere valore.

La delusione più grande, se devo dirne una, è quando ti rendi conto che non tutti vivono il gruppo con lo stesso entusiasmo con cui lo vivi tu, ma fa parte del gioco e ti insegna a non dare mai nulla per scontato».

Gli insegnamenti
«In questi anni ho imparato tantissimo: ad ascoltare, a mediare, a fidarmi degli altri e anche a mollare il controllo – conclude Giorgia Vigna Lasina. – Ho compreso che la leadership non è guidare davanti, ma camminare insieme, e che il vero risultato non è l’evento riuscito, ma le persone che crescono lungo il percorso, le amicizie che nascono e i ricordi che portiamo nel cuore per la vita.

Nel lasciare la guida del gruppo provo tante emozioni differenti: orgoglio, gratitudine e anche un po’ di nostalgia. So di lasciare una squadra più consapevole, più strutturata, con una rete forte e una bella energia.

Porto con me le relazioni, le risate dopo le riunioni, i viaggi, le discussioni accese e le soddisfazioni condivise. Lascio un pezzo di me, ma serenamente, perché so che questo gruppo continuerà a crescere sempre di più in quanto, in fondo, è sempre stato questo l’obiettivo».

Caterina Pizzato