AOSTA (mm4) Per chi è di Aosta o dei dintorni ed è cresciuto con le storie di nonni e genitori che raccontavano delle salite domenicali a piedi sino a Pila è un sogno del tempo avverato. Dal piazzale della Cogne al crinale spartiacque tra la valle centrale e quella di Cogne in 30 minuti spaccati, comodamente seduti, con un solo breve cambio di cabina e 4 comode fermate, utilizzabili per l’eventuale scelta di percorsi alternativi, pensando anche all’estate oltre che all’inverno sciistico.
Un ’avventura da provare, forse meglio senza sci, proprio per comprendere come Pila sia sempre più la montagna di Aosta e come la fortuna di avere a disposizione questo collegamento straordinario vada valorizzata, perché attualmente poco fa la città turistica per spiegare ai suoi sempre più numerosi frequentatori distribuiti sui 12 mesi che le montagne sono a portata di minuti. E farlo salendo su una comoda cabina, godendosi il viaggio e il paesaggio è un qualcosa di inaspettato. Come la vista sulla Grivola e il Grand Nomenon, montagne caratteristiche per forma, che dalla terrazza della Stella sono visivamente diverse, strane rispetto alle nostre abitudini.
La Grivola, piramide di rara bellezza, con 4 versanti così diversi uno dall’altro, offre il fianco orientale e stupisce, bellissima, come il Grand Nomenon, una paletta di roccia che vediamo spesso appiattita dal versante opposto e che invece è una scoperta rispetto ai nostri consolidati stere otipi.
Lo spettacolo grandioso dalla terrazza a tutta vista, con i parapetti vetrati che offrono il senso del vuoto e dello spazio senza limiti, è impagabile. Poi i suoi vertici ricordano la tanto abusata immagine di una prua navale, ma per abusati che siano essere li di fronte alla corona delle nostre montagne è veramente tanta roba.
Con gli sci e senza sci in molti sono già saliti alla Stella spinti dalla curiosità, molti altri – probabilmente la maggioranza – lo farà nelle prossime settimane. Il centro è occupato dalla struttura ricettiva, il Panoramic Bistrot (non si è ancora capito perché da qualche anno in Valle d’Aosta si debba usare l’inglese per denominare strutture, anche pubbliche come in questo caso) è proprio una vetrina aperta sulla Grivola, il Grand Nomenon, la valle di Cogne e il massiccio del Monte Bianco, fino al Mont Velan e al Grand Combin.
Bar e ristorante, con ben 240 posti a sedere e uno staff di 20 persone, tra personale di cucina e di sala. I prezzi non sono popolari e tutto è logicamente da rodare. L’offerta è ampia e di qualità, potremmo scrivere ricercata, persino abbondante nelle scelte. L’idea iniziale è quella di stimolare la clientela e capire dai riscontri quali saranno le proposte del futuro.
Formaggi e salumi, piatti tipici, anche pesce, polenta e cacciagione, almeno 5 dessert, il tutto a buffet, con vassoi ricercati che diventano contenitori. Ad accompagnare i commensali uno staff sorridente e gentile, premuroso per certi versi, un bel segnale per connotare l’ospitalità in alta quota. Ampia e bene organizzata la carta dei vini, perché è giusto ricordare che la Stella punta molto ai non sciatori, che possono salire – il servizio ristorante è dalle 12 alle 15 – per un pranzo per poi rientrare ad Aosta comodamente. La gestione è di Skyway Monte Bianco, una garanzia.
Sulla terrazza la prima criticità
Le prime settimane hanno già segnalato una criticità assoluta. L’errore inatteso nelle caratteristiche del pavimento esterno, pericolosamente scivoloso, in un luogo, che è bene ricordare, tra nuovi “nomi” tedeschi e inglesi, che per noi è da sempre Couis, il posto dove il vento è padrone e il vento, si sa, fa turbinare la neve, crea strati quasi invisibili di sottile ghiaccio, che si sciolgono e si riformano. Il pavimento in materiale plastico (sembra) malgrado le zigrinature è una trappola per chi indossa gli scarponi da sci, come pure per le scarpe normali. In decine sono già caduti, alcuni anche con conseguenze serie, vedi fratture. Perciò bisogna intervenire al più presto per sostituirlo e crediamo che la società Pila SpA abbia già individuato l’opportuna solu zione.
I valdostani a metà prezzo
Attenzione valdostani. Per voi residenti il biglietto di salita alla Stella di Pila costa la metà, quindi non 38 euro, bensì 19. Un’ag evolazione che non è minimamente pubblicizzata e che invece deve esserlo, proprio per favorire l’affluenza di valdostani che attraverso la loro diretta esperienza possano diventare i migliori ambasciatori nei confronti di amici, parenti e clienti per spingere sempre più gente a frequentare la Stella, perché l’inverno non pone problemi, ma sarà importante verificare l’a ffluenza nelle altre stagioni, considerato che l’ob ie tti vo della Regione nel finanziare l’imponente opera è proprio quello di offrire una nuova attrazione al turismo, legando Aosta a Pila e viceversa in un rapporto che duri nei 12 mesi. E’ questa la grande sfida della Stella. Una sfida che inizia proprio nell’8 0 esim o anniversario della storia della società Pila, costituita nel settembre del 1945.

