Agricoltura

Dai ragazzi fino ai veterani: il colorato spettacolo dei cinquemila sugli spalti dell’arena Croix-Noire

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AOSTA (qdn) Tra i circa cinquemila spettatori assiepati domenica scorsa, 26 ottobre, sulle gradinate dell’arena Croix-Noire, si respirava un’atmosfera di festa. Come è ormai un’abitudine, erano tantissimi i bambini e i giovanissimi presenti tra la folla. Così come gli anziani che da decenni non si perdono un appuntamento con il Combat final. Soprattutto valdostani, ma pure qualche turista. Molti espertissimi e alcuni semplici curiosi. Insomma, un pubblico eterogeneo e coloratissimo.

Laurent Perret di Challand-Saint-Anselme è salito un attimo dalla stalla – dove ha lasciato la sua Taccon alle cure della mamma Nicole Bechaz – per salutare i suoi amici. “Taccon ha già vinto due battaglie!” dice orgoglioso ed emozionato per la sua prima bovina qualificata alla Regionale. Insieme a lui ci sono i fratelli Gianluca e Michel Guerra di Brusson: “Naturalmente tifiamo per Taccon! Anche noi abbiamo sempre lavorato con le mucche e siamo appassionati”.

Un percorso inverso a quello di Laurent Perret hanno fatto le sorelle Monique ed Emanuela Machet di Saint-Denis: se il giovane di Challand per la prima volta segue la finale dalla stalla, loro – dopo alcuni anni da protagoniste – questa volta sono semplici spettatrici. “A Verrayes abbiamo avuto la regina di prima categoria, Merlitta, ma purtroppo è ‘vuota’ così non abbiamo potuto portarla. – raccontano – E domenica scorsa ad Antey Ciko ha perso la battaglia ‘per entrare’. Lo scorso anno, a causa della Bluetongue, non avevamo potuto presentare Pinson, che nel 2023 si era classificata quinta alla Regionale”. Pronostici per la finale? “Vinca la migliore! Con questa selezione, fare previsioni è molto difficile!”.

Matteo Vegezzi Bossi ed Elena Richard vengono dalla provincia di Cuneo ma sono in Valle d’Aosta per frequentare il corso da maestri di sci: “In realtà, anche se non siamo di qui, veniamo spesso alla finale, ci piace!”.

Paolo Chapellu e Rita Menabreaz, marito e moglie di Verrayes, sono attrezzatissimi con le seggiole portatili e il binocolo. “Per forza, da lontano non ci vedo più!” ride lei. “Saranno ormai 40 anni che veniamo a vedere la finale. – aggiunge lui – Una volta avevamo le mucche ma adesso no, siamo in pensione. E’ un bello spettacolo, le bovine combattono sempre di più, la selezione è migliore. Per chi tifiamo? Per quelle della nostra zona, a cominciare da Renzo Marquis”.

Dall’alto osservano i combattimenti Christian Chamen di Gressan con le figlie Carol e Christel e Luca Follin di Antey-Saint-André. “Combattono tanto, è una bella soddisfazione per gli allevatori poter presentare una bovina. – riflette Christian Chamen – Anche io sono allevatore, ho una ventina di capi a Cret Dessus di Gressan. Porto anche alle battaglie anche se ormai sono un po’ di anni che non riesco a qualificare. Quindi ci limitiamo a fare il tifo! Le battaglie sono sempre più dure e i pronostici davvero molto difficili”.

“Tutti e tre abbiamo le mucche e veniamo sempre all’arena!” esclamano Fabien Gex ed Elise Gal di Arvier e René Gerbore di Saint-Pierre. “Quest’anno la mia Mitra ha perso la battaglia per qualificarsi all’eliminatoria di La Salle, negli anni precedenti ce l’avevamo fatta a essere tra i protagonisti della Regionale. – racconta Fabien Gex – Per chi tifiamo? Per Suisse”. “E per Farchetta, naturalmente!” interviene Elise.

“Non tifiamo per nessuno, vinca chi lo merita! E ormai battono talmente tanto che è anche difficile dire chi merita di più! – sottolinea Gianni Zulian di Brissogne, che siede sulle tribune insieme al suo compaesano Bruno Minniti e a Nadir Blanc di Saint-Marcel – Anche io ho gli animali e partecipo alle battailles ma ormai sono una ventina di anni che non qualifico. Però la passione c’è e veniamo sempre a vedere la finale!”.

Daniel Quey