Agricoltura

“Un pubblico eccezionale e tre regine strepitose”. Roberto Bonin si gode la finale che chiude il mandato

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AOSTA (qdn) «Tantissima gente, uno spettacolo di altissimo livello e tre regine eccezionali». Il presidente dell’Association Amis des Batailles de Reines Roberto Bonin traccia un bilancio più che positivo del fine settimana di battaglie all’arena Croix-Noire. Una finale speciale, perché è quella che ha chiuso il suo secondo mandato da presidente. Le elezioni per il rinnovo del direttivo si terranno all’inizio del prossimo mese di gennaio, ma adesso è presto per parlarne.
«Fin da domenica scorsa siamo impegnatissimi per organizzare la festa di domenica 23 novembre per la tradizionale “Remise des prix”. – spiega – Solo in seguito si faranno delle riflessioni, partendo da un confronto con la Giunta uscente».

Di certo Roberto Bonin può essere soddisfatto dello spettacolo andato in scena domenica all’arena Croix-Noire, al termine di un anno che è stato ancora una volta difficile: se nel 2024 era stata la Bluetongue a complicare le cose, questa volta le criticità sono arrivate dalla Dermatite nodulare e dalla necessità di cancellare le eliminatorie estive per consentire di eseguire la vaccinazione a tappeto di tutti i capi presenti in Valle.

Nell’arena sono così scese in campo 139 bovine. Nonostante ciò, le battaglie si sono concluse intorno alle 20.15. «La formula di iniziare i combattimenti al mattino si conferma giusta: alla sera siamo infatti andati “lunghi” nonostante avessimo meno bovine in campo. – analizza Roberto Bonin – La nostra filosofia d’altra parte è sempre stata quella di privilegiare la qualità dei combattimenti rispetto ai numeri. Non per niente avevamo portato le eliminatorie da 21 a 18. Le bovine sono preparatissime, battagliano tantissimo e lo spettacolo di quest’anno in arena con 140 bovine è stato sotto gli occhi di tutti».

Un commento sulle 3 regine? Suisse innanzitutto. «Diventare regina è un’impresa e confermarsi lo è ancora di più. Suisse ha iniziato la carriera vincendo il titolo interregionale, poi alla sua prima apparizione tra le “big” ha già fatto un percorso di livello assoluto e lo scorso anno ha vinto. Questa è stata la conferma del suo grandissimo valore. E non bisogna dimenticare che ha iniziato il concorso incrociando le corna con Briganda dell’azienda Verney, una bovina fortissima. E la finale con Marmotta è stata di spessore assoluto».

La seconda categoria, come lo scorso anno, è stata quella più aperta alle sorprese. «Credo che un plauso lo meriti Julien Charbonnier che con grande onestà ha detto che domenica era la loro giornata e ha riconosciuto che la bovina di Garin è arrivata in finale più provata della loro. Questo però non toglie niente a Berlin che ha vinto con assoluto merito. Anche lo scorso anno qualcuno diceva che Tiky era arrivata in fondo riposata: quest’anno, vincendo la prima battaglia con la forte Drapeau, ha dimostrato che non si diventa sicuramente regine regionali per caso».

Infine Farchetta. «Farchetta è storia. Di reines così ne nascono una ogni secolo. Ha un’intelligenza sopraffina, superiore al resto del lotto. E’ vero che quest’anno nelle prime 2 battaglie non ha dovuto faticare troppo ma la sua capacità incredibile è quella di adattarsi all’avversaria. Soprattutto, quando trova una bovina in grado di metterla in difficoltà, riesce sempre a portarla verso le barriere per impedirle di esprimersi al meglio. Riguardando i filmati lo si nota: ha imparato a usare l’arena a suo vantaggio. Ogni volta l’avversaria viene spinta contro le barriere mentre lei è dal lato del campo aperto. E’ straordinaria».

Le novità sono state apprezzate dal pubblico, in particolare il maxischermo che ha consentito di vedere meglio le fasi degli incontri che si svolgevano in una zona più distante rispetto agli spalti. «Il pubblico ha anche apprezzato il servizio di ristorazione» rimarca Roberto Bonin.

I concorsi del sabato hanno avuto un buon riscontro. «Per quanto riguarda il Combat du premier veau, credo che il merito del direttivo e dell’assemblea sia stato quello di proporre un evento che ha consentito di competere a quegli allevatori che avevano preparato i propri animali per l’Espace Mont Blanc e per l’Interregionale, annullati a causa della Dermatite. – riflette il presidente Bonin – In finale sono arrivati un capo che era stato iscritto all’Espace e uno che avrebbe dovuto partecipare all’Interregionale, e questo è significativo dell’alto livello di entrambe le “squadre”». «Per quanto riguarda il “Deuxième veau”, – prosegue Roberto Bonin – la tecnica di combattimento è a un livello ancora superiore e questo è dimostrato dalla carriera che hanno fatto tante delle bovine che si sono messe in mostra nelle prime edizioni del concorso. E la qualificazione della vincitrice alla Regionale dell’anno successivo, che dovrà comunque ogni anno essere approvata dall’assemblea (che quest’anno ha dato il via libera all’unanimità) ha dato un valore aggiunto alla manifestazione».

«Infine il Combat des Communautés de Montagnes: – conclude Roberto Bonin – quest’anno non abbiamo potuto promuoverlo molto perché, con i problemi legati alla Dermatite, d’estate non si sapeva nemmeno se sarebbe stato possibile organizzarlo. Nonostante questo, direi “buona la prima”. E’ un concorso che ha sicuramente ancora margini di miglioramento. Speriamo che gli allevatori abbiano apprezzato la formula e che questo possa incentivare le iscrizioni per il prossimo anno».