AOSTA (qdn) Due conferme e una novità. Quando la finale regionale delle batailles de reines di domenica scorsa, 26 ottobre, ha emesso il suo ultimo verdetto – con la conferma di Suisse di Ymac Frassy sul trono della prima categoria – erano ormai passate da un pezzo le otto di sera e il pubblico sugli spalti si riparava dalle temperature rigide e dal vento tagliente con giacconi, cappucci, guanti e cappelli di lana. Poco prima nella finale di seconda categoria Berlin aveva regalato il primo titolo regionale a Simon e Julien Charbonnier mentre Farchetta era entrata nella leggenda vincendo per la quarta volta consecutiva il bosquet di terzo peso.
Prima categoria: Suisse è una macchina inarrestabile
Potenza, rapidità, esperienza. Suisse di Ymac Frassy ha messo in mostra un mix di qualità che non ha lasciato scampo alle avversarie. Soprattutto, è riuscita spesso a chiudere gli incontri in modo veloce, trovandosi già in stalla mentre le sue future avversarie continuavano a consumare energie sul prato dell’arena. La finale contro Marmotta è stata tutt’altro che scontata, con la bovina di Gimmy Dujany che ha ceduto solo dopo una ventina di minuti di rapidi e intensi scontri alternati a lunghe fasi di studio. Suisse, comunque, è sempre parsa in controllo della situazione.
A maggior ragione Suisse ha dominato la semifinale contro Bufera dei Frères Arvat: quest’ultima non ha potuto nemmeno rientrare in stalla dopo l’interminabile quarto di finale contro Monella di Ronny Vial: una battaglia incredibile, durata oltre un’ora e con le contendenti finite più volte contro le transenne. Nonostante avesse le energie al lumicino, Bufera ha avuto l’ardire di attaccare Suisse per prima, ci ha provato ma poi ha dovuto inevitabilmente alzare bandiera bianca.
L’altra semifinale ha visto Marmotta impegnata in un duello molto più dispendioso contro Feronda di Massimiliano Garin, una delle favorite della vigilia.
Nei quarti di finale, oltre alla già citata bellissima sfida tra Bufera e Monella, Suisse aveva avuto velocemente la meglio su Allegra di Piero Busso, Marmotta dava vita a una bella sfida con Victoire dei Bonin (con Victoire che più volte faceva la mossa di scappare per poi riprendere a combattere e Roberto che alla fine sportivamente interveniva per ritirarla, tra gli applausi del pubblico) e infine Feronda che batteva Paison di Jadir Vallet al termine di un bellissimo duello con la bovina dell’allevatore di Nus che concludeva la battaglia così stanca che è stata un’impresa convincerla a fare il giro d’onore.
Tra le 36 bovine scese in campo in prima categoria, il premio per la combattività è stato assegnato a Malibù di Lorenzo Dalbard (autrice di una sfida lunga e gagliardissima con Allegra di Piero Busso) e a Victoire della società La Borettaz (sconfitta da Victoire dei Bonin).
La seconda categoria è ancora la più incerta: trionfa Berlin
Come già lo scorso anno, la seconda categoria è stata quella dall’esito meno pronosticabile. La regina uscente Tiky di Italo Arlian è uscita con onore agli ottavi di finale (battuta da Vilaine di Davide Grimod) lasciando campo libero alle avversarie.
La finale tra Berlin e Furie di Massimiliano Garin è stata caratterizzata da scontri avvincenti preceduti da una lunghissima fase di studio, con Berlin che dimostrava di avere più benzina in corpo, per la gioia incontenibile dei suoi proprietari. Parte dell’ultima sfida si è probabilmente decisa nelle semifinali, quando Berlin ha visto la sua avversaria Farouk di Renzo Marquis allontanarsi praticamente subito mentre dall’altra parte del campo Furie si consumava per vincere la resistenza della sorprendente Liv di Matteo Consol.
Nei quarti Berlin ha avuto uno scontro ben più impegnativo contro la forte Campiglia dell’azienda Verney, Furie non doveva impegnarsi troppo per convincere ad allontanarsi la già stanca Reinetta di Yannick Martinod, Farouk sconfiggeva Vilaine di Davide Grimod e Liv aveva la meglio su Rambla dei Bonin, che nella foga della battaglia si è rotta un corno.
Tra le 50 bovine di seconda categoria, il premio per le più combattive è andato a Reinetta di Dario Bétemps e ad Alouette di Piero Busso.
Terza categoria: Farchetta fa la storia delle batailles
Uno dei momenti più emozionanti di domenica è stato il giro d’onore di Farchetta dopo aver conquistato il quarto titolo regionale consecutivo, un’impresa che prima di lei era riuscita solo a Sirène dei Frères Viérin in prima categoria dal 1966 al 1969. Tutto il pubblico si è alzato in piedi per applaudire una bovina straordinaria e Lorenzo Rosset, con le lacrime agli occhi, seguiva orgoglioso la sua reina, abbracciando amici e sostenitori.
Durante l’intero concorso Farchetta ha dato l’impressione di essere in pieno controllo della situazione. La finale contro Tormenta dei Quendoz è durata una decina di minuti, con Farchetta a prendere spesso l’iniziativa e Tormenta che sembrava arrendersi in un primo momento ma poi tornava sotto quando già il pubblico stava applaudendo, prima di cedere definitivamente. I Frères Quendoz le hanno provate tutte per portarsi a casa il bosquet e vincere la resistenza di Farchetta. Prima di Tormenta, infatti, già in semifinale una loro bovina aveva tentato di sbarrarle la strada: anche Zara, però, pur costringendo la regina a una bellissima battaglia, ha dovuto alzare bandiera bianca.
Nell’altra semifinale, in una delle più emozionanti e incerte sfide della giornata, Tormenta ha sconfitto l’altra Zara, quella di Ivan Heresaz, che ha così eguagliato il risultato dello scorso anno. L’allevatore di Verrès – che più volte ha salutato il pubblico suscitando scrosci di applausi e urla di incitamento – ha a lungo cullato il sogno di arrivare fino in fondo perché Zara sembrava davvero in grande giornata e ha messo più volte in difficoltà Tormenta, salvo poi dover cedere agli ultimi istanti.
Nei quarti di finale Farchetta si sbarazzava in un attimo di Fuoco di Roby Bich, Zara dei Quendoz batteva Vedette di Michele Bionaz, Zara di Ivan Heresaz superava Belva di Diego Perrin mentre Tormenta dei Quendoz aveva la meglio, nella sfida più lunga ed equilibrata del turno, di Taccon di Nicole Bechaz che, alla sua prima partecipazione alla Regionale, può essere contentissima dell’eccellente comportamento della sua regina, che solo una settimana prima aveva vinto l’eliminatoria di Antey.
Tra le 53 bovine di terzo peso hanno conquistato il premio per le più combattive Moteila di Didier Millesi e Malizia di Vilmo Bizel.
Daniel Quey


