CHALLAND-SAINT-ANSELME (qdn) E’ arrivata all’ultima occasione possibile la prima storica qualificazione alla finale regionale per Nicole Bechaz di Challand-Saint-Anselme. Domenica scorsa, 19 ottobre, Taccon – la sua unica mucca – ha vinto il torneo di terza categoria dopo 6 entusiasmanti battaglie.
Per Nicole Bechaz, è stato come vivere un sogno a occhi aperti. «Sono stra-felice» commenta a poche ore dal successo. Per lei – che gestisce il Bar della Stazione a Verrès – l’allevamento è una passione di famiglia. Il nonno Giulio Bechaz, originario di Lignod a Ayas, titolare dell’azienda agricola in località Chopine a Verrès, è stato un conosciuto e stimatissimo commerciante di bestiame, spentosi nel 2013; il papà Sandro, che a sua volta aveva portato avanti l’azienda di famiglia, era già mancato nel 2004.
Nicole, da sola, non se l’è sentita di proseguire: così gli animali sono stati venduti ma nel suo cuore l’amore per quel mondo non si è mai spento. Ha continuato ad aiutare nei lavori di campagna i fratelli Massimo e Giulio Malcuit. «Poi un giorno del 2019 i Malcuit mi hanno chiamato: – racconta – avevano comprato due vitelle della famiglia di Pierre Bethaz, a Gressan, e ce n’era una terza, Taccon. Mi hanno chiesto se la volevo acquistare io. E’ stata un’occasione che non mi sono lasciata sfuggire, anche grazie ai Malcuit che si sono resi disponibili ad accudirla nella loro stalla. Per me è stato anche un modo per avvicinare al mondo dell’allevamento e della vita all’aria aperta i miei figli Laurent e Cedric: anche loro si sono affezionati a Taccon!».
Così – dopo l’estate trascorsa all’alpeggio di Ostafa, sopra Champoluc – Taccon è arrivata fino a domenica scorsa e al bosquet conquistato a Antey pochi giorni dopo il 46esimo compleanno di Nicole Bechaz: decisamente un bel regalo!
Cosa si aspetta dalla Regionale? «Spero che Taccon abbia voglia di “giocare” come domenica scorsa, poi vada come vada» conclude Nicole Bechaz, che aggiunge con la voce rotta dall’emozione: «Dedico il risultato a mio nonno, a mio papà, a tutta la mia famiglia e alla famiglia Rostagno-Malcuit».
Daniel Quey



