(afm) Dopo i piatti valdostani che abbiamo pubblicato sul numero della scorsa settimana, ecco una carrellata di specialità dal resto d’Italia. Tutti piatti in grado di trasformare il pranzo di Natale nel momento più gustoso, piacevole e atteso da tutta la famiglia.
La geografia della tavola natalizia è complessa, ricca e variegata: ovunque si ritrovano sapori antichi e si ripetono ricette conservate con cura e riservate alle grandi occasioni. Un mix di sapori così vari che danno vita a una tavolozza di gusti coloratissima.
Tra i primi abbiamo sicuramente ravioli, risotti, cannelloni, lasagne: piatti che stupiscono con il giusto mix di sapore e maestosità. Se si ha molto tempo a disposizione, ci si può cimentare con la preparazione degli agnolotti al brasato o altre tipologie di pasta ripiena. Se invece si desidera godere la festa senza troppe preoccupazioni, le lasagne, da fare il giorno prima, sono la soluzione giusta: dopo gli antipasti si fanno cuocere in forno e il primo è pronto.
Oltre alla versione bolognese con carne macinata e besciamella e napoletana con ricotta, sugo, fior di latte e polpettine possono essere realizzate in tanti modi differenti. Ogni regione ha la sua variante tra gli ingredienti: in Liguria il ragù viene sostituito dal pesto e in Veneto dal radicchio rosso di Treviso. In Umbria e nelle Marche esiste una particolare versione, i vincisgrassi, dove il ragù è arricchito con rigaglie di pollo o carne di maiale.
Passando ai secondi, la tradizione propone arrosti, rollè, carni ripiene, bolliti, ma anche piatti di pesce che occupano un posto speciale sulle tavole del 24 dicembre. In particolare, il baccalà, viene proposto fritto in Lazio e Campania, in umido con pomodorini, olive nere, aglio e capperi in Puglia, lesso in Basilicata, con uvetta, origano, pinoli e noci in Molise, con la polenta in Veneto. E poi abbiamo il capitone, immancabile nel menù della Vigilia in Molise dove viene cucinato in umido, con alloro e aglio, in Campania e nel Lazio, invece viene fritto e servito caldissimo.
Per il pranzo di Natale non possono mancare le carni: bolliti misti, brasati, diversi tipi di arrosto, compreso quello di faraona e di agnello, il tacchino ripieno e l’immancabile cappone, un piatto della tradizione soprattutto nell’Italia settentrionale e centrale.
Per completare il pranzo, zampone o cotechino accompagnati da lenticchie, purè e mostarda. Non mancano le alternative vegetariane, sempre più presenti sulle tavole natalizie. La parmigiana di melanzane, con i suoi strati di pomodoro e mozzarella, è un classico che conquista tutti. Le torte salate con spinaci, zucca e formaggi cremosi, gli sformati ai funghi, i cavoletti gratinati, gli involtini di melanzane con ricotta e noci sono piatti ricchi, colorati, che raccontano una cucina accogliente e inclusiva. La polenta concia, poi, cremosa e avvolgente, è un abbraccio caldo dalla catena delle Alpi (un piatto molto apprezzato anche in Valle d’Aosta), mentre il timballo di carciofi, croccante fuori e morbido dentro, è un piccolo capolavoro di gusto.
Non avete ancora scelto il vostro menù? Niente paura, c’è ancora tutto il tempo per pianificare proposte in grado di stupire i commensali.



