Agricoltura

Il progetto è stato presentato mercoledì scorso, 25 giugno, all’Osservatorio di Saint-Barthélemy a Nus

Un marchio di tutela della biodiversità per valorizzare i prodotti agricoli valdostani

Ingrandisci la foto: La presentazione del progetto con, da sinistra, l’agricoltrice Silvia Balicco, il direttore della Sperimentazione dell’Institut Agricole Mauro Bassignana, il direttore del Parco del Mont Avic Daniele Stellin, il direttore di Coldiretti Valle d’Aosta Elio Gasco, Davide Troncon e Luca Valdetara di Csqa, il presidente della Cave Mont Blanc Nicolas Bovard e il sindaco di Nus Camillo Rosset
La presentazione del progetto con, da sinistra, l’agricoltrice Silvia Balicco, il direttore della Sperimentazione dell’Institut Agricole Mauro Bassignana, il direttore del Parco del Mont Avic Daniele Stellin, il direttore di Coldiretti Valle d’Aosta Elio Gasco, Davide Troncon e Luca Valdetara di Csqa, il presidente della Cave Mont Blanc Nicolas Bovard e il sindaco di Nus Camillo Rosset
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AOSTA (qdn) Valorizzare i prodotti agricoli locali attraverso un marchio di qualità riconosciuto, che evidenzi il legame con il territorio e la tutela della biodiversità. E’ il principale obiettivo del progetto “Certificazione della biodiversità degli ecosistemi in Valle d’Aosta: una proposta innovativa per la sostenibilità ambientale” che è stato presentato mercoledì scorso, 25 giugno, all’Osservatorio Astronomico di Saint-Barthélemy.

L’iniziativa è promossa da Institut Agricole Régional, Cave Mont Blanc, Coldiretti Valle d’Aosta, Comune di Nus, ente certificatore Csqa e Parco Naturale Mont Avic con l’obiettivo di valorizzare le peculiarità ambientali e produttive delle Valle d’Aosta. Il progetto è finanziato totalmente dal Complemento Regionale per lo Sviluppo Rurale 2023/27 della Regione.

«Considero positiva la sinergia fra gli enti coinvolti nel progetto che hanno scelto di collaborare per porre in essere le direttive europee in fatto di biologico. – afferma l’assessore all’Agricoltura Marco Carrel – La programmazione dello Sviluppo rurale 2023/2027 ha scelto di dare rilievo all’autenticità e alla genuinità del territorio agricolo valdostano attraverso la certificazione del biologico e, in questo contesto, l’Assessorato sta lavorando e coordinandosi con gli organismi pagatori, per far sì che queste misure vengano veramente attuate e soprattutto riconosciute ai nostri agricoltori e allevatori».

Il progetto non solo punta a migliorare la qualità delle produzioni agroalimentari locali, ma intende rafforzare anche l’identità del territorio e un legame consapevole tra produttori e consumatori.

Tra le azioni principali del progetto figurano: adattare alla specificità valdostana lo schema di certificazione Biodiversity Friend basato sulla valorizzazione della biodiversità; formare tecnici certificatori e operatori agricoli per garantire l’applicazione efficace del sistema di certificazione; promuovere il coinvolgimento dei portatori di interesse locali, incluse le aziende agricole, enti locali e consumatori; rinforzare la sostenibilità ambientale nelle filiere agroalimentari e nelle attività turistiche.

«L’agricoltura in Valle d’Aosta è inserita in modo armonioso nel territorio e si basa essenzialmente sulla valorizzazione della biodiversità. – dichiara Mauro Bassignana dell’Institut Agricole Régional – Gli studi condotti dall’Iar hanno messo in evidenza alti livelli di biodiversità vegetale e animale non solo nei prati e pascoli, ma anche nei frutteti e nei vigneti valdostani. Questo progetto, quindi, intende mettere in atto un percorso innovativo di certificazione, sia a livello delle singole aziende sia a livello del territorio, per esaltare il legame tra pratiche agricole, territorio e biodiversità e per valorizzare i prodotti agricoli locali attraverso un marchio di qualità riconosciuto».

«L’idea di aderire a questo progetto – dice Nicolas Bovard, presidente della Cave Mont Blanc – è di cominciare ad analizzare le nostre pratiche agricole per capire a quale livello siamo di sostenibilità e come e di conseguenza se possiamo migliorarci in futuro, valorizzando così i nostri vigneti».

«L’aver pensato, stimolato e condiviso questo progetto – sottolineano Alessia Gontier e Elio Gasco, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti Valle d’Aosta – permetterà alle aziende agricole coinvolte nella sperimentazione di ottenere uno strumento per la certificazione della biodiversità derivante dall’adozione di pratiche agricole sostenibili che consentiranno un risultato a largo spettro sia per la conservazione della biodiversità del territorio e sia nei confronti dei consumatori».

«Il nostro Comune ha sempre creduto nella conservazione dell’habitat originale di Saint-Barthélemy, attraverso la conservazione delle attività agricolo pastorali e la creazione di un turismo ecosostenibile» ricorda il sindaco di Nus Camillo Rosset.

«L’innovazione, quando è saldamente radicata nella specificità dei territori, rappresenti uno degli strumenti più efficaci per valorizzare e tutelare il patrimonio di biodiversità degli agroecosistemi della Valle d’Aosta» sostiene Pietro Bonato, presidente di Csqa.

«L’obiettivo è permettere a tutti gli allevatori che operano nel Parco – hanno spiegato Davide Bolognini e Daniele Stellin, rispettivamente presidente e direttore del Parco del Mont Avic – di ottenere una certificazione, a dimostrazione che il loro lavoro e i loro prodotti sono ottenuti nel rigoroso rispetto dei principi di conservazione dell’ambiente naturale che il Parco persegue da oltre 35 anni».

Il progetto avrà una durata di 24 mesi.