AOSTA (qdn) Valorizzare i prodotti agricoli locali attraverso un marchio di qualità riconosciuto, che evidenzi il legame con il territorio e la tutela della biodiversità. E’ il principale obiettivo del progetto “Certificazione della biodiversità degli ecosistemi in Valle d’Aosta: una proposta innovativa per la sostenibilità ambientale” che è stato presentato mercoledì scorso, 25 giugno, all’Osservatorio Astronomico di Saint-Barthélemy.
L’iniziativa è promossa da Institut Agricole Régional, Cave Mont Blanc, Coldiretti Valle d’Aosta, Comune di Nus, ente certificatore Csqa e Parco Naturale Mont Avic con l’obiettivo di valorizzare le peculiarità ambientali e produttive delle Valle d’Aosta. Il progetto è finanziato totalmente dal Complemento Regionale per lo Sviluppo Rurale 2023/27 della Regione.
«Considero positiva la sinergia fra gli enti coinvolti nel progetto che hanno scelto di collaborare per porre in essere le direttive europee in fatto di biologico. – afferma l’assessore all’Agricoltura Marco Carrel – La programmazione dello Sviluppo rurale 2023/2027 ha scelto di dare rilievo all’autenticità e alla genuinità del territorio agricolo valdostano attraverso la certificazione del biologico e, in questo contesto, l’Assessorato sta lavorando e coordinandosi con gli organismi pagatori, per far sì che queste misure vengano veramente attuate e soprattutto riconosciute ai nostri agricoltori e allevatori».
Il progetto non solo punta a migliorare la qualità delle produzioni agroalimentari locali, ma intende rafforzare anche l’identità del territorio e un legame consapevole tra produttori e consumatori.
Tra le azioni principali del progetto figurano: adattare alla specificità valdostana lo schema di certificazione Biodiversity Friend basato sulla valorizzazione della biodiversità; formare tecnici certificatori e operatori agricoli per garantire l’applicazione efficace del sistema di certificazione; promuovere il coinvolgimento dei portatori di interesse locali, incluse le aziende agricole, enti locali e consumatori; rinforzare la sostenibilità ambientale nelle filiere agroalimentari e nelle attività turistiche.
«L’agricoltura in Valle d’Aosta è inserita in modo armonioso nel territorio e si basa essenzialmente sulla valorizzazione della biodiversità. – dichiara Mauro Bassignana dell’Institut Agricole Régional – Gli studi condotti dall’Iar hanno messo in evidenza alti livelli di biodiversità vegetale e animale non solo nei prati e pascoli, ma anche nei frutteti e nei vigneti valdostani. Questo progetto, quindi, intende mettere in atto un percorso innovativo di certificazione, sia a livello delle singole aziende sia a livello del territorio, per esaltare il legame tra pratiche agricole, territorio e biodiversità e per valorizzare i prodotti agricoli locali attraverso un marchio di qualità riconosciuto».
«L’idea di aderire a questo progetto – dice Nicolas Bovard, presidente della Cave Mont Blanc – è di cominciare ad analizzare le nostre pratiche agricole per capire a quale livello siamo di sostenibilità e come e di conseguenza se possiamo migliorarci in futuro, valorizzando così i nostri vigneti».
«L’aver pensato, stimolato e condiviso questo progetto – sottolineano Alessia Gontier e Elio Gasco, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti Valle d’Aosta – permetterà alle aziende agricole coinvolte nella sperimentazione di ottenere uno strumento per la certificazione della biodiversità derivante dall’adozione di pratiche agricole sostenibili che consentiranno un risultato a largo spettro sia per la conservazione della biodiversità del territorio e sia nei confronti dei consumatori».
«Il nostro Comune ha sempre creduto nella conservazione dell’habitat originale di Saint-Barthélemy, attraverso la conservazione delle attività agricolo pastorali e la creazione di un turismo ecosostenibile» ricorda il sindaco di Nus Camillo Rosset.
«L’innovazione, quando è saldamente radicata nella specificità dei territori, rappresenti uno degli strumenti più efficaci per valorizzare e tutelare il patrimonio di biodiversità degli agroecosistemi della Valle d’Aosta» sostiene Pietro Bonato, presidente di Csqa.
«L’obiettivo è permettere a tutti gli allevatori che operano nel Parco – hanno spiegato Davide Bolognini e Daniele Stellin, rispettivamente presidente e direttore del Parco del Mont Avic – di ottenere una certificazione, a dimostrazione che il loro lavoro e i loro prodotti sono ottenuti nel rigoroso rispetto dei principi di conservazione dell’ambiente naturale che il Parco persegue da oltre 35 anni».
Il progetto avrà una durata di 24 mesi.

