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Skyway Monte Bianco nona tappa del docufilm Architettura Alpina

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COURMAYEUR (fci) Architettura Alpina è il primo progetto cinematografico dedicato all’architettura contemporanea nelle Alpi italiane. Un’iniziativa dell’Associazione Architetti Arco Alpino (AAA) che porta sul grande schermo dieci interventi architettonici virtuosi, selezionati lungo l’intero arco alpino per raccontare come l’architettura possa migliorare la vita delle comunità montane e valorizzare i territori, in equilibrio con ambiente e cultura. Un progetto patrocinato dal Club Alpino Italiano.

Le riprese, affidate alla regista Francesca Molteni (Muse Factory of Projects), si concentrano su opere che spaziano dal recupero di borgate alpine alla costruzione di scuole innovative, fino a infrastrutture avveniristiche come la SkyWay Monte Bianco (nella foto di Enrico Romanzi), protagonista della nona delle dieci tappe.

Il film, attualmente in produzione, sarà presentato in festival e rassegne, con proiezioni e dibattiti in tutta Italia. Accanto al CAI, sostengono il progetto anche il Consiglio Nazionale degli Architetti, numerose fondazioni, enti locali, istituti di credito e aziende sensibili alla tutela e valorizzazione del paesaggio alpino. Dopo mesi di riprese lungo le Alpi, che hanno toccato dieci luoghi simbolici della cultura architettonica contemporanea, il docufilm è nella fase di montaggio.

«È stato selezionato in seno al nostro territorio Skyway – spiega Sandro Sapia, dell’Ordine degli Architetti della Valle d’Aosta – perché si tratta di un progetto complesso che non riguarda solamente la realizzazione di una semplice funivia, seppur spettacolare, ma la creazione di un’esperienza che modifica l’approccio alla fruizione della montagna. La montagna diventa quinta scenografica, arricchendosi di ulteriori usi e attività: il museo, il cinema, il ristorante e molto altro».

In questo senso, Skyway Monte Bianco è molto più di un’infrastruttura turistica. Ogni spazio – dalle stazioni di partenza e arrivo alle aree di sosta e osservazione – è concepito come parte di un percorso esperienziale, dove la tecnologia e il design dialogano.

«L’architettura – racconta Carlo Cillara Rossi, progettista che ha firmato l’opera – è una disciplina che passa attraverso la nostra storia e appartiene a chi, con passione e mestiere, mette la propria capacità al servizio della creazione di spazi confortevoli, lasciando sempre un ricordo. È la somma delle soluzioni spaziali capaci di generare ambienti sicuri, funzionali e al tempo stesso ricchi di suggestione».