AOSTA (zgn) Come alle elezioni comunali di 5 anni fa, anche nel 2025 il primo turno non consegna un sindaco alla città di Aosta. Dato che nessun candidato ha raggiunto la maggioranza assoluta, infatti, bisognerà tornare alle urne per il ballottaggio domenica prossima, 12 ottobre.
Il centrodestra non sfonda
La fotografia dei voti ottenuti dalle forze politiche in campo però restituisce un primo dato: come già avvenuto per le elezioni regionali, le forze di centrodestra non hanno sfondato nemmeno in quelle per il Comune capoluogo. La coalizione che sostiene Raffaele Rocco sindaco con vice Valeria Fadda (formata dalla lista civica Rev-, Stella Alpina – Rassemblement Valdôtain, Partito Democratico, Pour l’Autonomie e Union Valdôtaine) ha superato, sia pure di poco, l’asse tra Lega, Forza Italia, La Renaissance Valdôtaine e Fratelli d’Italia che invece punta su Giovanni Girardini sindaco e Sonia Furci vice sindaco. Infatti il totale di voti di lista per agli autonomisti di centro con i progressisti è 6.737, esclusivamente ai candidati sindaco e vice sindaco 340, per complessivi 7.077 voti pari al 45,29 per cento. Il blocco di centrodestra ha ottenuto 6.002 voti, con 668 voti esclusivamente per i candidati sindaco e vice sindaco, per un totale di 6.670 voti, pari al 42,69 per cento.
Insomma, le 2 coalizioni sono separate da appena 407 voti equivalenti a meno di 3 punti percentuali. Alleanza Verdi Sinistra che proponeva sindaco Eugenio Torrione (candidato anche in Consiglio Valle dove è stato eletto) con vice Katya Foletto ha raccolto 1.073 consensi corrispondenti al 6,87 per cento e Valle d’Aosta Aperta con candidati Diego Foti e Chiara Giordano è il fanalino di coda con 806 voti equivalenti al 5,16 per cento.
Scorrendo in dettaglio i risultati delle singole liste delle 2 coalizioni, Rev- ha totalizzato 529 voti (3,62 per cento), Stella Alpina Vallée d’Aoste – Rassemblement Valdôtain 1.173 (8,02 per cento), Federalisti Progressisti Valle d’Aosta – Pd – +Aosta – Psi 2.114 (14,46 per cento), Pour l’Autonomie – 560 (3,83 per cento) e Union Valdôtaine 2.361 (16,15 per cento).
Sull’altro fronte, la Lega ha ottenuto 1.004 voti (6,87 per cento), Forza Italia 1.822 (12,46 per cento), La Renaissance Valdôtaine 1.799 (12,31 per cento) e Fratelli d’Italia 1.377 (9,42 per cento). Insomma, il peso specifico maggiore nell’alleanza tra autonomisti e progressisti vede in testa l’Uv tallonata dal Pd, staccato di meno di 250 voti, con comunque una buona performance di Stella Alpina – Rassemblement Valdôtain mentre sono quasi pari Pour l’Autonomie e la lista civica Rev-. Nel centrodestra la locomotiva è Forza Italia davanti per un soffio a La Renaissance Valdôtaine, più lontani Fratelli d’Italia e soprattutto la Lega che anche alla comunali di Aosta ha deluso come alle Regionali.
Caccia all’ultimo voto
Ne consegue che per vincere al ballottaggio scatterà una vera e propria caccia all’ultima crocetta sulla scheda elettorale. Va da sé che la coalizione formata da autonomisti e progressisti punterà a recuperare i voti di Alleanza Verdi Sinistra e Valle d’Aosta aperta, i cui elettori sicuramente non appoggeranno la destra. Invece il centrodestra spera di smuovere gli animi dei suoi potenziali simpatizzanti che domenica scorsa non si sono recati alle urne, convincendoli a dare il loro sostegno domenica prossima. In effetti il dato delle astensioni è significativo: a fronte di 28.590 aventi il diritto al voto, lo hanno espresso solo in 16.480, ovvero il 57,64 per cento (per la cronaca la schede bianche sono state 328, ovvero l’1,99 per cento, e quelle nulle 524, perciò il 3,18 per cento).
Nel 2020 (le elezioni si svolgevano su 2 giornate) l’affluenza finale per il rinnovo del Consiglio comunale di Aosta era stata del 64,22 per cento, pari a 18.282 votanti.
Il confronto con il 2020
Se guardiamo alle elezioni di 5 anni fa, l’exploit fu sicuramente quello della lista civica Rinascimento Valle d’Aosta, sostenuta pure dal celebre critico Vittorio Sgabi da cui successivamente si affrancò diventando La Renaissance Valdôtaine. Il movimento fondato e presieduto da Giovanni Girardini, che anche allora era candidato sindaco ma con vice Roberta Balbis, raggiunse da solo il 24,31 per cento (questa volta il 12,31 per cento). Un risultato sicuramente al di là di ogni più rosea previsione, dato che superò la Lega che si fermò al 20,03 per cento con candidati sindaco Sergio Togni e vice sindaco Bruno Giordano (domenica scorsa ha raggiunto il 6,87 per cento), e l’alleanza tra Forza Italia e Fratelli d’Italia che proponeva sindaco Paolo Laurencet con vice Renato Favre che incassò il 12 per cento (all’ultima tornata elettorale il partito fondato da Silvio Berlusconi ha ottenuto il 12,46 per cento e quello di Giorgia Meloni il 9,42 per cento). A essere in vantaggio nel primo turno fu però la coalizione tra autonomisti e sinistra formata da Progetto civico progressista, Union Valdôtaine e Alliance valdôtaine che candidava Gianni Nuti e Josette Borre, con il 38,89 per cento dei voti. Potere al popolo si fermò al 2,82 per cento (candidati Bruno Trentin e Francesco Rappazzo) e il Partito comunista italiano al 2,01 per cento (con Francesco Statti e Dario Ortolano). Il Movimento 5 stelle e Adu furono esclusi per problemi nella documentazione presentata, così come la lista della Stella Alpina, alleata al centrosinistra autonomista. Al ballottaggio la coalizione a sostegno di Gianni Nuti e Josette Borre ottenne una larga affermazione con il 53,34 per cento a fronte del 46,66 di Rinascimento. L’affluenza degli elettori, però, non superò il 45,93 per cento.
Il gioco delle coalizioni
Basandosi sulle percentuali, tuttavia, salta agli occhi un raffronto curioso tra le elezioni di quest ’anno e quelle del 2020. Infatti 5 anni fa il centrodestra lamentava il fatto che se si fosse presentato in coalizione avrebbe vinto al primo turno dato che avrebbe superato il 50 per cento più 1 dei voti con Giovanni Girardini e Roberta Carla Balbis al 24,31 per cento, la Lega al 20,03 per cento e l’al – leanza tra Forza Italia e Fratelli d’Italia che incassò il 12 per cento: la somma supera il 56 per cento. Quest’anno la coalizione è stata fatta però l’obiet – tivo non è stato raggiunto, con La Renaissance al 12,31 per cento, la Lega crollata al 6,87 per cento, Fratelli d’Italia che con il 9,42 per cento non ha fatto l’atteso exploit e Forza Italia che ha migliorato il risultato precedente con il 12,46 per cento ma non abbastanza da compensare gli altri alleati. Parallelamente pure la coalizione di Union Valdôtaine, Autonomisti di Centro, Pd e Rev-, che complessivamente ha raggiunto il 45,29 per cento, forse avrebbe potuto vincere al primo turno se fosse stata inclusa Alleanza Verdi Sinistra – che era disponibile ad aggregarsi – dato che da sola ha ottenuto il 6,87 per cento sul totale dei voti.


