AOSTA (mpl) Clement Fosson portava il nome di quel papà che non aveva mai conosciuto, caduto in combattimento durante i giorni della battaglia di Guadalajara. Originario del Corbet a Champoluc Clemente Fosson era partito per la Spagna con il Corpo Truppe Volontarie inviato dall’Italia subito dopo il matrimonio con Vanda Vignati, milanese conosciuta a Courmayeur dove trascorreva le villeggiature. Quando seppe che sarebbe diventato padre non poteva sospettare il tragico destino che lo attendeva: accadde a Brihuega nelle campagne vicino a Malaga il 18 marzo 1937, in azione per respingere un attacco di mezzi corazzati sovietici fu gravemente ferito, mentre era al comando di una squadra mitraglieri. Così l’11 giugno del 1937 quando il bimbo nacque ricevette il suo nome e una croce al Valor militare, oltre all’enfasi dell’epoca che segnalava Clemente Fosson come il primo caduto valdostano nella guerra di Spagna. Che cosa triste e tragica la guerra, il piccolo Clement Fosson lo sapeva bene, ma crebbe nel microcosmo di via Lostan ad Aosta, dove viveva con la mamma Vanda impiegata al Dazio e tanti coetanei, correndo tra vicoli e cortili, giocando in piazza della Cattedrale, nel foro romano e in piazza Roncas.
Fu proprio in via Lostan che conobbe Jole Grandi – lei del 1938, genitori bolognesi – e casa appunto vicina a quella di Clement, fu intesa a prima vista anche se dopo le elementari, dovette andare in collegio dai Salesiani per poi fare ritorno ad Aosta ed entrare ragazzo alla Cogne. Oltre all’amore per Jole che sarebbe diventata sua moglie nel 1962 – Clement Fosson aveva dentro una volontà incredibile di migliorare e così si mise a studiare per ottenere un diploma. La giornata iniziava alla Cogne, proseguiva con un secondo lavoro da antennista sui tetti e i balconi della città e si concludeva ai serali del “Manzetti”. Quando si diplomò ragioniere era già papà di Claudia dal 1963 e di Flavio dal 1969, superò il concorso alle Poste e divenne contabile nella sede di via Ribitel.
L’amore per lo sport che da giovane, per tanti motivi, non aveva potuto praticare a livello agonistico, lo portò ad impegnarsi per favorire proprio i ragazzi. Ilario Lanivi, allora delegato regionale, lo coinvolse nell’attività del Coni valdostano come segretario, un incarico che svolse con capacità per lunghi anni, anche con Bruno Oro, punto di riferimento della sede di via Festaz ed organizzatore puntuale e preciso di tantissime manifestazioni. Poi divenne vice presidente del Cral Cogne, il circolo dell’azienda che è stato fondamentale per lo sport aostano, avvicinandosi inoltre alla pallamano e al basket seguendo prima Claudia e poi Flavio, non perdendo mai una loro partita, papà sempre molto attento e vicino.
Nella pallacanestro fu dirigente del Rouge et Noir, legato da amicizia con Pier Giorgio Janin, visto che per più di vent’anni fu perito assicurativo dell’Uap. Nel frattempo nel 1973 era entrato nel gruppo dei cronometristi e lo incontravi ovunque i tempi dello sport fossero importanti, abbronzato sui campi di sci, in montagna a rilevare i record, al Tesolin per l’atletica, sempre gentile e competente, simpatico con i ragazzi, per i quali aveva sempre una parola di incoraggiamento. Quegli stessi ragazzi per i quali organizzava con il Coni numerose attività, portandoli in giro per l’Italia.
Cronometrista fino al 2012, Clement Fosson aveva intessuto e consolidato una rete tale di rapporti che il suo “buen retiro” costruito sulla collina di Verrayes, a Beauregard, dove con Jole risiedeva dalla primavera all’autunno, era un vero luogo di piacere, dove invitare gli amici di sempre ed i nuovi, compresi quelli dei figli e dei nipoti Andrea e Luca. Anche quest’anno, a metà maggio, tra qualche giorno quindi, si sarebbe stabilito a Verrayes, con già tante idee su come organizzare i prossimi mesi, invece il ricovero in ospedale e delle improvvise complicazioni cardiache hanno causato la sua scomparsa sabato, con il funerale che martedì scorso, 29 aprile, a Saint-Martin de Corléans ha riunito per Clement l’Aosta dello sport e dei ricordi.


