Aosta

Niente Foire per Siro Viérin. Le sue opere sono alla Cave

Ingrandisci la foto: Da sinistra l’autore del libro “La Fiera di Sant'Orso, un artigiano racconta” Francesco di Vito, la moderatrice dell’incontro di martedì scorso, 14 gennaio, alla Cave di via De Tillier Genny Perron e lo scultore Siro Viérin
Da sinistra l’autore del libro “La Fiera di Sant'Orso, un artigiano racconta” Francesco di Vito, la moderatrice dell’incontro di martedì scorso, 14 gennaio, alla Cave di via De Tillier Genny Perron e lo scultore Siro Viérin
3 minuti di lettura

AOSTA (mye) Sarà una Foire insolita quella dello scultore Siro Viérin. Le sue opere, spesso di grandi dimensioni, quest’anno non verranno esposte all’ingresso dell’Atelier des Métiers, il Padiglione dei professionisti in piazza Chanoux ad Aosta. «Per la scorsa edizione – racconta Siro Viérin – mi sono ritrovato a lavorare anche nei giorni di Natale e di Capodanno. Ora le mie forze sono richieste altrove, per cui ho deciso di rallentare la mia presenza alla Fiera di Sant’Orso».

L’occasione per raccontarsi è la serata di martedì 14 gennaio, quando l’ex allievo Francesco di Vito, moderato da Genny Perron, ha presentato alla Cave in via De Tillier ad Aosta il suo libro “La Fiera di Sant’Orso, un artigiano racconta”, corredato dai disegni del compianto Vasco Marzini. Proprio la Cave, da poco gestita da Alberto Collé e da suo padre Ivo, diventerà una espansione della Foire. «Ivo mi ha chiamato dicendo che aveva 2 davanzali interni liberi per le mie opere. – continua Siro Viérin – E poi ulteriori spazi si sono rivelati adatti ad ospitarne altre». Nella saletta interna de La Cave campeggiano così, sui due davanzali, una statua levigata di una mucca e una scena del carnevale in cui un bambino-landzetta crolla addormentato fra le braccia di un adulto. Ci sono poi un tasso che fa capolino da una nicchia, una statua a tutto tondo del carnevale e una “Maternità”, esposta nell’ultima Foire. «Nel libro dedico un intero capitolo a Siro – spiega l’ex primario di oncologia e ora scultore e autore Francesco di Vito – che è stato il mio maestro. Mette tanta energia anche quando tiene i corsi: segue gli allievi uno ad uno e si può dire che per tutta la sera abbia gli attrezzi in mano, per mostrare a ciascuno come si tengono e come si scolpisce».

L’attività nei corsi e soprattutto, durante i mesi estivi, nel rifugio Mont Fallère che gestisce con la moglie Franca Proment hanno indotto Siro Viérin a ridurre le produzioni per la Fiera di Sant’Orso. «La scorsa estate ho finito la stagione davvero stremato – afferma Siro Viérin – e così ho deciso di rallentare, per ritrovare il tempo per tutti i miei impegni. Ringrazio sempre tanto l’organizzazione della Foire, in particolare Piera Squillia, per lo spazio che dedica alle mie opere. Avrei dovuto realizzare una scultura grande, adatta allo spazio aperto, ma non ne avrei avuto il tempo e le forze. Quest’anno mi sono dedicato ad alcuni lavori in casa, alle partite di belote, prendendo le cose con più calma. Dopo 49 anni di partecipazione, mia Fiera sarà qui alla Cave e avrò più tempo per girare nei locali ed incontrare gli amici. Diciamo che quest’anno mi godrò maggiormente la parte della festa. Potrei ipotizzare di esporre alla Foire ogni 2 anni, ma vedremo».