Bassa Valle

La Fiera, uno scrigno di storie e di emozioni. A Donnas tanta gente anche con la pioggia

Ingrandisci la foto: Domenica scorsa, 19 gennaio, anche con le condizioni meteorologiche avverse tanta gente ha visitato la Fiera di Sant’Orso a Donnas, che tradizionalmente precede l’appuntamento di Aosta
Domenica scorsa, 19 gennaio, anche con le condizioni meteorologiche avverse tanta gente ha visitato la Fiera di Sant’Orso a Donnas, che tradizionalmente precede l’appuntamento di Aosta
6 minuti di lettura

DONNAS (qdn) Non è bastata un po’ di pioggia domenica scorsa, 19 gennaio, a spegnere la passione per l’artigianato. Certo, il maltempo non ha permesso di ripetere i numeri record di visitatori dello scorso anno ma comunque tantissime persone hanno riempito il borgo per l’intera giornata e gli artigiani erano praticamente tutti presenti per mettere in mostra le loro opere, riparandole per quanto possibile con gazebo e teloni. E il morale tra gli stand era decisamente alto.

«E’ il primo anno che ho il mio banco personale alla Fiera: debutto bagnato, debutto fortunato! – ride David De Lazzari di Nus, 39 anni, che fino al 2024 esponeva con la Scuola di Scultura di Fénis – Considerate le condizioni meteo, di passaggio ce n’è stato parecchio: tanti chiedono però pochi comprano… Io, dopo aver insegnato 20 anni all’Istituto Don Bosco, ora di professione sono disegnatore meccanico. La scultura è una passione fin da quando, da bambino, ho seguito un corso con Dario Berlier. Dopo un periodo in cui mi sono dedicato maggiormente alla musica, ho ricominciato a scolpire ai corsi della Scuola di Fénis con Luciano Regazzoni: ora mi piacerebbe fare la bottega scuola con lui ».

Poco distante Diego Jacquin di Champdepraz espone i suoi bellissimi collari intagliati in legno di noce e acero, i bastoni da passeggio in castagno e quelli per la polenta in ginepro: «Ho 55 anni ed era il 1977 quando sono venuto qui la prima volta con mio papà Aurelio, mancato nel 2023. Lui faceva solo i bastoni e i cucchiai. A 43 anni per la prima volta mi sono messo a intagliare e forse era una cosa che avevo dentro, non so… Così porto avanti il lavoro di mio papà e la mia passione. Qualcosa si vende ma a me va già bene se mi pago la benzina per venire fin qui: la Fiera è sempre bella!».

Di storie di famiglia la Foire de Donnas è piena. Anche per Stefano Bieller di Arnad, 51 anni, quella delle casette in miniatura è una passione ereditata dal papà Renato. «Lui è mancato 9 anni fa ma io continuo a esporre anche i suoi piccoli “rahcard” insieme ai miei: vedi, lo stile è diverso. – spiega – Lavoro nella sentieristica forestale e mi è venuta la passione di cercare le pietre, di metterle insieme e vederne l’effetto. Se mi fanno i complimenti sono già contento, non sono qui per guadagnare».

Luca Milliery di Valpelline e Manuel Giovinazzo di Aosta fanno cestini rispettivamente dal 2018 e da una decina di anni. «Si cummanta la pioggia ha inciso sulla partecipazione quest’anno: saremo comunque entrambi anche alla Fiera di Aosta!» dice Luca Milliery. «Quella del 2024 era stata un’edizione memorabile: questa, inevitabilmente, ha un po’ risentito della pioggia. – aggiunge Manuel Giovinazzo – Però è sempre bello».

«La gente chiede, si informa, qualcosa si vende. – commenta Ruggero Santin di Villeneuve, da 5 anni alla Fiera – Io lavoravo alla Cogne. Adesso da 8 anni sono in pensione e così ho iniziato a scolpire insieme agli amici della società Peuccabouque: ho cominciato per passare il tempo in buona compagnia. E ci scambiamo consigli e suggerimenti per migliorare ».

«La Fiera di Aosta è bella ma quella di Donnas è speciale, più intima. – confessa Dorina Brunod di Châtillon che espone accanto al marito Sebastiano Scordamaglia e al figlio Giuseppe, la cui grande e suggestiva mongolfiera in legno suscita commenti ammirati – Io ho cominciato vedendo scolpire mio marito. Poi ho coinvolto altre persone e adesso a Sant’Orso di Aosta siamo in 7 a esporre. Ho frequentato la Scuola di Scultura di Châtillon con Ornella Crétaz e poi ho proseguito a Chambave con Roberta Bechis. E’ il secondo anno che ho il mio banco da sola. Oggi, nonostante il tempo, è andata bene! Magari non si vende granché ma le persone sono interessate e ci si ritrova tra artigiani… E’ proprio una bella manifestazione».

Piacciono moltissimo le stufe in pietra ollare in miniatura fatte da Alessio Ferrari di Pont-Saint-Martin. E anche qui – ancora una volta – la passione è una questione di famiglia. «Ho imparato a scolpire la pietra ollare da mio papà Fabrizio. – racconta – Il mio lavoro è produrre e ristrutturare stufe della tradizione Walser, anche se qui naturalmente porto solo quelle in miniatura! Oggi? E’ andata bene. Tanti sorrisi e complimenti…e anche qualche vendita!».

Gli organizzatori soddisfatti
«La Fiera si svolge a gennaio, è normale che il tempo non sia sempre bello! Ma nonostante la pioggia gente ne è venuta e gli artigiani sono stati contenti». E’ positivo il commento di Graziano Comola, alla sua 31esima Foire da presidente. «La Veillà è stata un successone con tra i 1.600 e i 1.700 ingressi, nonostante il gran freddo. – prosegue Graziano Comola – Domenica la pioggia intermittente ha fatto sì che ci fosse meno calca e forse questo ha permesso a chi è venuto di guardare tutto con più calma. Infatti gli artigiani hanno “venducchiato” un po’ tutti, erano contenti. E’ chiaro che per loro, con la pioggia, qualche disagio c’è stato, in particolare per chi aveva i lavori di lana e “tricots”. Per quanto riguarda l’organizzazione, tutto è filato liscio».

Gli artigiani premiati
Come sempre la Fiera di Donnas si è conclusa con le premiazioni. Premio speciale “Fidélité à la Foire” per 60 anni di partecipazione: Leandro Favre. Premio “Teresa Charles” (a un giovane che si è avvicinato alla tradizione con entusiasmo e spiccate doti artistiche): Davide Brusaferro. Ceramiche: 1ª Silvia Fiore, 2ª Maddalena Pintore. Ferro battuto: 1° Venturino Bosc, 2° Ennio Janin, 3° Mario Platter. Cuoio: 1° Giuseppe Bruno, 2° Simone Fabbri, 3° Piergiorgio Voulaz. Dentelles et tricots: 1ª Ada Jacquemet, 2ª Rita Vial, 3ª Paola Covolo. Attrezzi agricoli: Marino Desaymnonet. Tornitura: 1° Pier Giuseppe Paoloni, 2° Albino Crétaz, 3° Pietro Gozzellino, 4° Mauro Peller. Sabots: Leandro Favre. Fiori: 1ª Barbara Lenti e Katia Desandré; 2° fratelli Corinne, Yvette e Jacques Buillet. Vannerie: 1° Angelo Nicco, 2° Amedeo Vallomy e Elvira Barmette, 3ª Cristina Follioley. Posateria: Angelo Joly. Oggetti per la casa: Omar Colliard. Giocattoli: 1° Franco Patrocle, 2° Paolo Paris. Pietra: 1° Donato Savin, 2° Sebastiano Yon, 3° Alessio Ferrari, 4° Luca Ferrari, 5° Michele Jaccod. Intaglio: 1ª Ornella Crétaz, 2° Diego Jacquin, 3° Ennio Nicco, 4° Lea Bérard e Corrado Clos, 5ª Luisa Arras, 6° Sergio Aresu e Rita Villani, 7ª Cristina Costalaia, 8° Antonio Cozza, 9ª Anna Maria Marangelo. Scultura: 1° Guido Diémoz, 2° Giuseppe Binel, 3° Guglielmo Pramotton, 4° Claudio Dalle e Gianfranco Anzola, 5° Michel Rosset, 6° Ezio Déjanaz, 7° Ruggero Brunodet e Barbara Caratti, 8° Nadia Sarteur e Giorgio Chéraz, 9° Marcel Diémoz.
Daniel Quey