Cronaca

A Introd l’addio a Ezio Rollandoz

3 minuti di lettura

INTROD E’ stata grande la partecipazione alla triste scomparsa di Ezio Rollandoz, mancato in un incidente stradale a Villeneuve, i cui funerali sono stati celebrati mercoledì scorso, 29 ottobre, nella chiesa parrocchiale a Introd. Uomo dal fisico minuto, ma forte, era nato e cresciuto nel milieu dell’allevamento del bestiame, appassionandosi come tutti ai combats des reines, a cominciare da quelli dell’enarpa, un’occasione che non mancava mai, fino ai concorsi eliminatori e – per sua felicità – pure alla finale regionale alla Croix-Noire, Un vero uomo della montagna, con il viso segnato dal sole e dal vento, come pure dalla vita, a cominciare dalla morte del papà Federico, pure lui allevatore e dipendente della Cogne scomparso prematuramente a 53 anni, di un figlio disabile di soli 6 anni e della moglie Rina Buillet Cossard, invalida ed assistita amorevolmente, sino alla sua scomparsa, avvenuta 24 anni fa.

Eppure la forza di Ezio Rollandoz stava nelle sue passioni, non solo quella di allevatore, ma anche il lavoro di cantoniere regionale. Per lui era un orgoglio quello di presentare la strada di Valsavarenche sempre in condizioni eccellenti, un impegno quotidiano minuzioso, un controllo costante della sicurezza del territorio, un vanto che tutti gli riconoscevano tanto era evidente l’impegno suo e dei suoi colleghi.

Nato il 6 ottobre del 1951, quarto genito di Federico e di Maria Luisa Jorrioz – genitori anche di Fernanda, Ilda, Laura, Donata, Ugo, Ester, Augusto e Giorgio – Ezio Rollandoz aveva iniziato a lavorare fin da bambino negli alpeggi del Gran Paradiso. Con i suoi famigliari aveva gestito una stalla a Plan d’Introd, dove abitava tutt’ora e poi, dopo alcune esperienze di gestione di alpeggi nell’alta valle di Rhêmes, aveva coronato il suo sogno di costruire nel grande prato a fianco del curvone del campo sportivo di Introd una moderna e razionale stalla in legno, con una settantina tra mucche e manzi, oltre 20 capre e una decina di pecore. Una bella azienda, che Ezio Rollandoz aveva visto crescere e consolidarsi, insieme al figlio Mirko, nato nel 1976, ed ai nipoti Daniel, Michel, Davide e Denis, dei quali era molto orgoglioso e consapevole per avere trasmesso loro l’amore per la montagna e per la cura del territorio.

La dinamica dell’incidente L’incidente in cui Ezio Rollandoz ha perso la vita si è verificato nella notte tra sabato e domenica 26: l’auto che guidava, una Toyota Yaris, è precipitata nel Savara. Ezio Rollandoz stava rientrando dalla Croix-Noire di Aosta dove la bovina dei nipoti, Soulida, aveva partecipato al Combat de Communautés de Montagne. L’utilitaria ha sfondato la recinzione in legno lungo una strada privata che costeggia il ponte sul torrente, finendo in acqua dopo un volo di alcuni metri. I Vigili del Fuoco professionisti e volontari sono intervenuti nella mattinata di domenica per il recupero del veicolo e del corpo. La dinamica dell’accaduto è ora al vaglio dei carabinieri.