Cronaca

Alexis Martinet, a 85 anni recuperato dopo una notte a oltre 3mila metri di quota

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VALTOURNENCHE (fci) L’età avanza ma la passione per la montagna resta: a 85 anni un alpinista francese di origini valdostane – Alexis Martinet (foto) – in ipotermia è stato salvato – nella mattinata di venerdì scorso, 5 settembre – dopo una notte trascorsa in un bivacco di metallo a 3.142 metri di quota. Lo stesso maltempo che nella serata di giovedì lo ha reso fradicio mentre percorreva l’itinerario di salita, fino alle 6 di venerdì ha impedito al Soccorso Alpino Valdostano di avvicinarsi. Solo con un miglioramento delle condizioni meteo l’elicottero è riuscito ad arrivare sulle Grandes Murailles, cresta montuosa a ovest di Breuil-Cervinia. L’uomo è stato portato all’Ospedale regionale Umberto Parini di Aosta dove è stato scaldato e idratato. Non era la prima volta che l’alpinista affrontava la salita che da Cervinia porta al Bivacco Umberto Balestreri. Un itinerario di tre ore e mezza, di livello alpinistico, classificato come ‘poco difficile’. Giovedì sera, però, non aveva fatto i conti con l’arrivo della perturbazione annunciata dai bollettini. Quando si è scatenato il temporale, l’anziano non era ancora al riparo nella piccola struttura sulla cresta Est dei Cors, a 3.142 metri. Zuppo d’acqua e sempre più infreddolito, ha quindi proseguito fino a raggiungere il bivacco, dove è arrivato poco prima che piombasse l’oscurità. Le coperte che ha trovato all’interno non sono bastate a riportare sopra i 35 gradi la sua temperatura corporea. Inaugurata nel 1927 dal Club Alpino Accademico Italiano, la struttura metallica gli ha offerto riparo dal vento, meno dal freddo. Così l’ottantacinquenne ha iniziato a preoccuparsi e verso le 22 ha chiesto aiuto con una telefonata alla centrale unica di soccorso. Nel corso della notte l’elicottero ha tentato l’avvicinamento, impedito però dalla scarsa visibilità legata alle nubi in quota. Per il lieto fine, con l’arrivo dei soccorritori, l’alpinista ha dovuto attendere una schiarita. Visitato dal medico dell’equipaggio, è stato portato al pronto soccorso.

Alexis Martinet è legato alla nostra regione, un legame forte tanto quanto le sue radici famigliari, essendo discendente di un’antica famiglia di Aosta, nipote della poetessa Eugénie Martinet e cugino di Giulio Dolchi. Il papà Charles, architetto, figlio di Cesare, avvocato, consigliere comunale socialista ad Aosta, presidente del Cai Aosta e fratello minore della poetessa Eugénie, era emigrato a Parigi nel 1933. Alexis nasce nel 1940 a La Ciotat, vicino a Marsiglia, ma frequenta le scuole fino al liceo a Aix-en-Provence e studia fisica all’Università di Marsiglia. Conosce le montagne intorno ai 10 anni, quando cominciano i soggiorni estivi nella casa di famiglia fatta costruire da Jean-Laurent Martinet, sottoprefetto napoleonico, a Bibian sulla collina di Aosta: una dimora ottocentesca che conserva preziosi affreschi di Luigi Artari e pavimenti originali in legno intarsiato. Terminati gli studi in fisica a Marsiglia, Alexis Martinet a 22 anni ottiene una borsa di studio dal Cea, il Commissariat à l’Energie Atomique, ed entra nel laboratorio di Fisica dei solidi, dell’Università Paris-Sud. Nel 1968 entra al Cnrs, il Centre National de la recherche scientifique, l’equivalente dell’italiano Centro Nazionale delle Ricerche (Cnr). Negli anni Settanta e Ottanta frequenta regolarmente la Valle d’Aosta, sia per i parenti sia per le ascensioni sui 4mila, e in inverno per avviare i figli allo sci. Dopo una ventina d’anni al laboratorio di fisica dei solidi, Alexis Martinet nel 1985 passa, sempre come ricercatore del Cnrs, ad occuparsi di cinematografia scientifica, all’istituto di Cinematografia Scientifica (Ics) e dal 1991 al 2007 ne è direttore.

Alexis Martinet «scopre» il Cervino salendo sulla Dent d’Hé – herens e, per vederlo più da vicino, va alla ricerca del Bivacco Umberto Balestreri, a metà del crestone isolato che si trova sul versante orientale della Punta dei Cors, a quota 3.142 metri. « E’ un bivacco del Club Alpino Accademico Italiano (Caai). – aveva raccontato Alexis Martinet in una intervista al nostro giornale – E’ il più bel posto per vedere il Cervino dalla parte italiana, sembra a portata di mano. Il Cervino ha una silhouette molto celebrata da Zermatt, ma dal Bivacco Balestreri è stupendo: è come essere nel palco di un teatro». Aveva quindi contattato il Caai per occuparsi della manutenzione ordinaria, diventando dal 1983 «responsabile » del bivacco.