Cronaca

Ambientalisti all’attacco, ricorso al Tar sulla discarica di Pompiod

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La discarica di Pompiod è nuovamente al centro di una battaglia legale
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JOVENÇAN (zgn) Martedì scorso, 16 settembre, la Sala consiliare del Comune di Jovençan ha ospitato una conferenza stampa convocata da Valle Virtuosa, Legambiente Valle d’Aosta e Comitato Discarica Sicura di Pompiod.

Durante l’incontro l’avvocata Emanuela Beacco, che ha redatto il ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro il provvedimento dirigenziale numero 3128 del 2025 con cui «La Regione ha dichiarato non necessaria la Valutazione di impatto ambientale (Via) per la riapertura della discarica di Pompiod», ha illustrato nel dettaglio le motivazioni giuridiche e la struttura dell’azione legale. Un’iniziativa analoga è stata avviata dal Comune di Jovençan. Nel ricorso dell’avvocata Emanuela Beacco per conto degli ambientalisti si evidenzia che «Fanghi rossi derivanti dalla produzione di allumina contenenti sostanze pericolose » e «Mercurio parzialmente stabilizzato» sono due codici Eer (elenco europeo rifiuti) di «Rifiuti pericolosi e non di inerti» che pongono la discarica di Pompiod «Autorizzata per soli inerti, fuori dal perimetro della relativa autorizzazione» attuale. Questi 2 codici – che per i ricorrenti avrebbero dovuto essere segnalati con un asterisco in base alla normativa – «Sono rifiuti pericolosi, tossici, altamente dannosi» e sono due tipologie di codici «Che non sono mai stati autorizzati», ha affermato l’avvocata Emanuela Beacco.

Secondo la legale il loro inserimento «Rende necessaria la valutazione d’impatto ambientale» e «Tutto deve avvenire all’interno del Provvedimento autorizzatorio unico regionale, non si possono parcellizzare le valutazioni». L’avvocata Emanuela Beacco ha aggiunto che «Questa svista sui codici a nostro avviso è molto grave, perché getta un’ombra sull’attendibilità della documentazione prodotta e delle valutazioni che sono state fatte». Pertanto, ha proseguito l’avvocata Beacco, «I casi sono 2: o ha sbagliato il progettista, l’operatore a metterli dentro, e la Regione non se n’è accorta, oppure c’è qualcosa… Lascio ai presenti trarre le conclusioni».

Insomma, si prospetta una battaglia legale anche perché, ha spiegato l’avvocata Emanuela Beacco, «La discarica si trova a 100 metri da un sito di interesse comunitario facente parte della Rete Natura 2000 (“Castello e miniere abbandonate di Aymavilles”, ndr), considerata la più grande rete ecologica europea a tutela della biodiversità». In questi casi, la normativa richiede la valutazione d’incidenza (Vinca) che, nel caso di Pompiod, «Non è mai stata fatta». Nel ricorso si contesta poi «La procedura adottata dalla Regione », che ha «Omesso di considerare il cumulo con altri progetti autorizzati e approvati (la discarica è anche una cava) e la presenza del sito Natura 2000». Per Paolo Meneghini, presidente di Valle Virtuosa, quanto deciso dalla Regione «E’ illogico».

Ciò perché la discarica è stata aperta 26 anni fa, pertanto, ha sottolineato Paolo Meneghini, «Tutto si regge su una valutazione fatta nel 1998 ma da allora le cose sono cambiate in modo sostanziale. Siccome la discarica si trova a meno di 100 metri da un sito protetto sarebbe stato necessario verificare che l’attività della discarica non avrebbe arrecato danno a questo habitat che ospita 8 colonie di pipistrelli, di cui 4 a rischio di estinzione». Per sostenere le spese dei ricorsi, l’associazione ambientalista ha lanciato una raccolta fondi online sulla piattaforma buonacausa.org.