AOSTA (peb) Una sorta di tregua, di nemmeno 24 ore. Poi le precipitazioni tra mercoledì e giovedì scorsi, 27 e 28 agosto, hanno causato una colata detritica dal torrente Varère. Così la strada regionale 28 di Bionaz, che era stata riaperta al traffico dalle 15.30 di mercoledì 27 (dopo giornate di transito a intermittenza per consentire i lavori di messa in sicurezza a seguito del dissesto di martedì 19), giovedì mattina è stata nuovamente chiusa al traffico.
Quest’ultima colata era più piccola di quella di martedì 19, ma il letto del torrente è risultato di nuovo pieno di materiale. Si è staccata intorno alle 8.10 di giovedì mattina. Nessuna persona è rimasta coinvolta perché è scattato il sistema di monitoraggio che ha attivato i semafori. A differenza della colata del 19 agosto, non si sono registrati nuovi danni alle case e alla stalla di Condemine.
Ed è cessata sempre nella mattinata di giovedì – decisa inizialmente in via precauzionale – la chiusura del tratto ad Oyace, per alcune colate sul torrente Baudier, zona anch’essa già interessata dai fenomeni del 19 agosto che però non coinvolgevano la regionale.
È rimasta chiusa quindi la strada da sopra il capoluogo di Oyace a Bionaz. La circolazione è consentita oggi – sabato 30 – dalle 7 alle 13.
Courmayeur, riaperte le valli
Ed è stata riaperta nella mattinata di ieri, venerdì 29 agosto, la strada comunale della Val Ferret, a Courmayeur. Era chiusa in via precauzionale da giovedì pomeriggio alle 16, in seguito all’allerta idrogeologica gialla sul Nord-Ovest della Valle d’Aosta legata ai temporali. Una prima chiusura era scattata dalle 23 di mercoledì 27 agosto alle 10 di giovedì, anche nella strada comunale della Val Veny, che poi però è sempre rimasta aperta.
La decisione – motivata dalla necessità di garantire la sicurezza della viabilità – ha dunque imposto l’interruzione del traffico sia pedonale sia veicolare sulle strade comunali di accesso alle due vallate.
Al mattino di giovedì 28, alla luce delle previsioni meteo favorevoli, l’Amministrazione comunale aveva deciso di aprire una «finestra di transito» consentendo il passaggio nelle due valli dalle 10 alle 16: un provvedimento mosso dall’esigenza di permettere di lavorare alle attività, pur mantenendo uno stato di allerta, con l’invito al rispetto rigoroso delle eventuali disposizioni successive.
«La prima cosa resta la sicurezza delle persone. Io non ho le competenze di un geologo, ma vivo qui da 60 anni e, a mio avviso, la chiusura è stata un po’ azzardata. – ha commentato Marco Belfrond, titolare dell’Hotel Ristorante Miravalle di Planpincieux – A fine luglio c’era stata una bomba d’acqua significativa e in quell’occasione erano stati drenati i torrenti: per questo avrei valutato una gestione più graduale, prima di arrivare al divieto totale di accesso. Purtroppo questa emergenza ha comportato diverse disdette sia in albergo sia al ristorante: siamo ancora in agosto, in piena zona “verde”, e il danno economico si fa sentire. Ormai, in Val Ferret, le criticità sembrano più frequenti d’estate che d’inverno».
La Val Veny è stata definitivamente riaperta giovedì alle 16. «In linea di massima, quando ci sono le condizioni di sicurezza per noi va bene. – riferisce Enrico Merlo, titolare con la moglie Ilaria Cosson del Capitan des Alpes a La Zerotta – È chiaro che sul lavoro ci sono stati dei disagi e non abbiamo potuto offrire un servizio, ma se fosse accaduto a Ferragosto l’impatto sarebbe stato molto più pesante. Dopo la Guérison, la strada presenta davvero delle criticità, per questo è importante la sicurezza: noi siamo stati avvisati tempestivamente e la situazione è stata gestita con attenzione».
Secondo gli esperti, il contesto ambientale delle valli di Courmayeur resta fragile e complesso, un equilibrio da monitorare costantemente per prevenire rischi idrogeologici e garantire la sicurezza.
«La riapertura della Val Ferret ci è stata comunicata con anticipo la mattina di venerdì 29. Questa volta mi trovavo a Courmayeur, ma non abbiamo riscontrato delusione tra i turisti: con il maltempo, infatti, la presenza di visitatori da noi è sempre più contenuta. – dichiara Nicole Passino, contitolare de Lo Brenlo a Planpincieux – Abbiamo avvisato subito i clienti dopo le comunicazioni sulle chat dedicate, che sono sempre rapide e puntuali. Per quanto riguarda la necessità di chiudere l’accesso in caso di maltempo, posso confermare, avendo vissuto 6 anni in Val Ferret, che la differenza nelle precipitazioni è sempre notevole: in paese può capitare che pioviggini, mentre più in alto le precipitazioni diventano molto abbondanti. La sicurezza, in queste situazioni, viene sempre prima di tutto».
Arabella Pezza

