Cronaca

Delitto di La Salle, ripreso il processo. Una perizia psichiatrica sull’imputato

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AOSTA (zgn) E’ ripreso martedì scorso, 16 settembre, davanti alla Corte d’Assise e di Aosta, il processo a Sohaib Teima, il 22enne di Fermo a processo con l’accusa di aver ucciso la propria compagna Auriane Laisne, francese, di un anno più grande di lui. Secondo la consulenza medico-legale del dottor Lorenzo Varetto, disposta dalla difesa, è emerso che il corpo della giovane donna sarebbe stato spostato tra le 12 e le 16 ore dopo la morte. Il cadavere fu trovato nella chiesetta diroccata dell’Equilivaz di La Salle, il 5 aprile 2024.

Il dottor Lorenzo Varetto si è concentrato anche sulle macchie ipostatiche – ristagni originati dal sangue che smette di essere pompato dal cuore – trovate sul corpo della giovane. L’avvocata Lucia Lupi, che assiste Teima, ha chiesto: «Noi sappiamo che il cadavere è stato ritrovato posizionato rannicchiato sul fianco sinistro. Secondo lei le macchie ipostatiche in una persona posizionata sul fianco sinistro si dovrebbero trovare nel dorso come indicato dal dottor Testi (medico legale consulente della procura, ndr) o in un’altra parte del corpo?». «Dovrebbero trovarsi sul lato sinistro del corpo, sulle regioni che sono declivi (in basso, ndr), se il cadavere non è stato spostato», ha risposto il dottor Varetto.

«Ma lei prima ha detto – ha aggiunto la legale – che le macchie si possono spostare se il cadavere viene spostato entro un range temporale, perché altrimenti le macchie si fissano (in un tempo tra le 12 e le 16 ore, «tendenzialmente non più di 15», aveva spiegato lo stesso dottor Varetto, ndr). Il dottor Testi nella relazione dice, cito a memoria, “scarse macchie dorsali fisse”. Quindi se questo cadavere è stato posto nella posizione in cui è stato trovato, ciò significa che è stato spostato dopo che le macchie dorsali si erano fissate?». La risposta del dottor Varetto è stata: «Non vedo altre spiegazioni».

Insomma, secondo il consulente della difesa le macchie dorsali indicano quindi che il cadavere di Auriane Laisne era stato precedentemente in posizione supina. «La conclusione di questo – ha affermato l’avvocata Lucia Lupi – è che il cadavere è stato spostato nella posizione in cui è stato trovato. Lei prima ha parlato di almeno 15 ore dalla morte?». «Dodici-quindici ore, un tempo di molte ore. E’ un po’ scolastico dire 15 ore, possono essere 14, 12, 16. Però è un tempo sicuramente piuttosto lungo», ha sostenuto il dottor Varetto. Il consulente della difesa ha inoltre riferito in merito alle benzodiazepine nel corpo di Auriane Laisne («Se la persona ne avesse fatto uso, quel valore diventa molto meno significativo»).

Riguardo «Alla ferita all’addome senza che la maglietta fosse trafitta dalla lama» ha detto l’avvocato difensore Luca Tommaso Calabrò «E’ una situazione un po’ bizzarra, perché da un lato – ha spiegato il dottor Varetto – abbiamo una ferita da difesa che indica un’azione portata da altri. D’altro canto, quella ferita all’addome, se non è accompagnata dalla perforazione degli indumenti sarebbe in astratto caratteristica di un suicida» mentre «In un omicidio sembra sempre più arzigogolata la cosa, poi può che capitare che un indumento si sollevi durante una colluttazione».

In aula, come testimone della difesa, è stata sentita anche Aziza Choukri, zia dell’imputato. «Prima abitavo a Fermo, e Sohaib passava più tempo da me che a casa sua. Poi mi sono trasferita a Lione, per la scuola dei ragazzini. Sohaib era venuto da me in Francia nel 2021, per iniziare l’università. Si dava da fare, lavorava nei ristoranti, come lavapiatti, per non pesare sulla famiglia. Non dava problemi». Teima era stato arrestato il 10 aprile 2024. «La sera prima – ha riferito la zia – era venuto da me. Era il Ramadan. Poi sono andati in moschea e hanno passato la notte insieme». Il giorno dopo «Mia sorella mi ha telefonato dicendo che la polizia stava cercando Sohaib. Lui era in camera, che dormiva. Dopo un po’ l’ho svegliato e gli ho detto di chiamare sua mamma». Come aveva reagito? «L’aveva preso normalmente».

Nell’udienza del giorno successivo, mercoledì 17, la Corte d’assise del Tribunale di Aosta ha disposto una perizia psichiatrica su Shoaib Teima. La richiesta è stata avanzata dalla difesa dell’imputato. La Corte ha dunque ritenuto necessario disporre una perizia psichiatrica sull’imputato per valutare se è in grado di intendere e volere e la sua eventuale pericolosità sociale. L’udienza di conferimento dell’incarico al dottor Francesco Cargiolo è fissata per lunedì 13 ottobre.

Mercoledì scorso in aula è stato sentito lo psichiatra Franco Freilone, consulente della difesa, che ha evidenziato come dalle cartelle cliniche «Emergerebbe un profilo di problematica psichiatrica che ha necessità di essere approfondita». Alla luce di queste considerazioni la difesa ha richiesto nuovamente una perizia psichiatrica. Richiesta a cui si sono opposte l’accusa e la parte civile.