Cronaca

Celebrata la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

«Dopo la stagione stragista la criminalità organizzata lavora nell’ombra, l’antidoto è la cultura della legalità»

Ingrandisci la foto: La conferenza di sabato scorso a Palazzo regionale in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie con da sinistra la referente uscente di Libera Valle d’Aosta Donatella Corti, il presidente dell’Associazione Stampa Valdostana Alessandro Mano, il fotoreporter Franco Lannino, il presidente del Consiglio Valle Alberto Bertin e il presidente del Consiglio comunale di Aosta Luca Tonino
La conferenza di sabato scorso a Palazzo regionale in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie con da sinistra la referente uscente di Libera Valle d’Aosta Donatella Corti, il presidente dell’Associazione Stampa Valdostana Alessandro Mano, il fotoreporter Franco Lannino, il presidente del Consiglio Valle Alberto Bertin e il presidente del Consiglio comunale di Aosta Luca Tonino
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AOSTA (zgn) Sabato scorso, 22 marzo, ad Aosta è stata celebrata la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Per l’occasione è stata organizzata una serie di iniziative in collaborazione tra l’Osservatorio regionale antimafia, istituito presso il Consiglio Valle, la Presidenza del Consiglio comunale della Città di Aosta, l’Associazione Stampa Valdostana, l’associazione Libera Valle d’Aosta e la Galleria Inarttendu. Protagonista della manifestazione è stato Franco Lannino, il fotogiornalista che ha documentato le stragi di mafia.

Franco Lannino è stato il primo fotoreporter dell’Ansa ad arrivare sul luogo dove morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro e dove rimasero ferite 23 persone. Un suo scatto conquistò 33 anni fa le prime pagine e le copertine di tutti i giornali del mondo. Ad aprire il programma della giornata è stata una conferenza su giornalismo e mafie nella Sala “Maria Ida Viglino” del Palazzo regionale, durante la quale Franco Lannino ha evidenziato che per i giornalisti «Oggi è ancora più difficile raccontare questa realtà, anche perché dopo la stagione stragista che per fortuna si è conclusa con l’ultimo superlatitante corleonese, questa mafia stragista adesso si è di nuovo inabissata. Lavora sottotraccia, e quindi andare a scovare quelli che sono gli interessi mafiosi per un giornalista è molto, molto più difficile » Il presidente del Consiglio Valle Alberto Bertin ha aggiunto che «Per combattere le mafie serve capire e cogliere segnali, diffondere la cultura della legalità. Il ricordo è uno strumento importante per combattere le mafie in una società in cui la memoria è quella di un pesciolino rosso».

Secondo Donatella Corti, referente uscente di Libera Valle d’Aosta «Il vento della memoria semina giustizia. Lo scopo di questa giornata in primo luogo è di ricordare i nomi delle vittime innocenti delle mafie. Non è una memoria vuota, ma è una memoria intesa come impegno, l’impegno che tutti i volontari e tutte le volontarie di Libera in questi trent’anni hanno fatto diventare quotidiano nella vita e nelle loro attività». Dopo 10 anni alla guida di Libera Valle d’Aosta, a Donatella Corti succedono 2 giovani co-presidenti: Fabrizio Bal e Veronica Ruberti. Sotto i portici dell’Hôtel de Ville, in piazza Émile Chanoux, ha poi avuto luogo la lettura dei nomi delle vittime delle mafie, alla presenza di una trentina di persone. Infine sino a venerdì 25 aprile sarà visitabile la mostra fotografica “Macelleria Palermo” con gli scatti di Franco Lannino e di Michele Naccari, allestita nella galleria d’arte Inarttendu e nella sede dell’Asva, in via Martinet, ad Aosta.