AOSTA (fci) La storia che ha tenuto con il fiato sospeso Gignod e la Valle d’Aosta sabato scorso, 23 agosto, si è conclusa nel migliore dei modi: la sedicenne scomparsa nella notte tra venerdì e sabato, è stata ritrovata viva, portando sollievo a una comunità intera.
I genitori di Nicole Munier si erano rivolti ai carabinieri denunciando la scomparsa della figlia dopo un litigio con alcuni coetanei. Da quel momento, la ragazza aveva fatto perdere le sue tracce. Le prime ricerche, condotte insieme ai volontari della Protezione civile, non avevano dato risultati, aumentando l’ansia e la preoccupazione tra i familiari e i cittadini.
La situazione si è sbloccata grazie alle immagini delle telecamere della stazione di servizio del Bar Chiribiri sulla Statale 27 del Gran San Bernardo. I filmati avevano immortalato il passaggio della giovane, diretta verso Aosta. Questo elemento ha orientato le ricerche in quella zona precisa, attivando il piano regionale per le persone scomparse e coinvolgendo Vigili del Fuoco, Carabinieri e personale del 118.
Con il passare delle ore, le operazioni si sono intensificate grazie all’arrivo delle unità cinofile specializzate. Tra i protagonisti, il cane dei Vigili del Fuoco di Aosta, Teo, che durante una perlustrazione ha segnalato la presenza della ragazza in fondo a una scarpata, poco distante dal distributore del Chiribiri. Nicole è stata trovata cosciente e con i parametri vitali nella norma, anche se provata dalla lunga giornata trascorsa da sola.
Una volta individuata, la ragazza è stata subito affidata alle cure dei sanitari giunti sul posto con ambulanza e auto medica. Nicole Munier è poi stata trasportata all’Ospedale regionale di Aosta, per accertamenti.
La madre di Nicole, ascoltata dagli inquirenti, ha spiegato che tutto sarebbe iniziato da una lite tra ragazzi. L’ultimo contatto telefonico con la figlia risaliva alle prime ore del mattino di sabato, intorno alle 5.30, quando Nicole aveva parlato con il fidanzato e un’amica. Successivamente, il cellulare della giovane era stato agganciato da una cella nella zona di Allein, restringendo ulteriormente il campo di ricerca.
Dopo ore di tensione, il ritrovamento della giovane ha portato un grande sollievo non solo ai genitori, ma a tutta la Valle d’Aosta che aveva seguito con apprensione la vicenda.


