Cronaca

Stalking e minacce alla ex fidanzata minorenne, l’imputato respinge le accuse

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AOSTA (zgn) Il ventenne accusato di stalking nei confronti della ex fidanzata, ancora minorenne, è stato interrogato durante l’udienza di ieri, venerdì 14 febbraio, al Tribunale di Aosta.

«Non l’ho mai minacciata, – ha dichiarato il giovane imputato – è vero le ho scritto delle parole brutte, di cui mi pento e chiedo scusa, ma durante alcuni litigi e non l’ho mai picchiata».

Secondo l’accusa, invece, le avrebbe rivolto anche la minaccia: «Ti faccio fare la fine di quella là». Un evidente riferimento all’omicidio di Giulia Cecchettin.

Davanti al giudice Marco Tornatore, il ragazzo ha cercato di spiegare che nella loro breve relazione, andata avanti dall’estate del 2022 fino a dicembre dello stesso anno, si sono visti di persona una sola volta, e che «Nelle nostre lunghe conversazioni al telefono o in chat, litigavamo spesso, e lì scappavano parole anche brutte, ma da parte di entrambi».

Il giovane, 20 anni compiuti proprio ieri, venerdì 14, ha spiegato che nel dicembre del 2022 «Il padre mi ha chiesto di lasciarla stare e così ho fatto, ci siamo risentiti un poi tra luglio e agosto del 2023, ma non ha funzionato. E a fine agosto ho iniziato una nuova relazione».

Quando l’avvocata di parte civile Anna Ventriglia gli ha fatto presente che nelle chat delle conversazioni, tutte agli atti, ci sono frasi come «Non ti azzardare che ti vengo a prendere», lui ha risposto di «Essere dispiaciuto di averlo scritto, ma erano in un contesto particolare, si dicevano cose pesanti e mi dispiace tanto».

Il ventenne era finito in carcere il 24 novembre del 2023 e ne era uscito il 5 dicembre, dopo che gli erano stati concessi gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

Ad oggi è sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora ad Aosta e di avvicinamento alla parte offesa, e porta ancora il braccialetto elettronico.

Il processo è stato rinviato a venerdì 28 febbraio prossimo per la discussione e la sentenza. Le indagini dei carabinieri erano state coordinate dal pm Manlio D’Ambrosi.