Cultura e spettacolo

Le Alpi immaginifiche al Forte di Bard superano i quarantamila visitatori

Ingrandisci la foto: Il curatore della mostra Aldo Audisio davanti al dipinto di Carlo Pittara con la veduta dell’accampamento di Vittorio Emanuele II a caccia a Valnontey che venne posizionato nella sala da pranzo del Quirinale a Roma
Il curatore della mostra Aldo Audisio davanti al dipinto di Carlo Pittara con la veduta dell’accampamento di Vittorio Emanuele II a caccia a Valnontey che venne posizionato nella sala da pranzo del Quirinale a Roma
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BARD (mm4) Ultimi 8 giorni per visitare al Forte di Bard la mostra “Metamorfosi dello sguardo. Le Alpi immaginifiche”, esposizione allestita all’interno delle sale degli Alloggiamenti del Museo delle Alpi sino appunto a domenica prossima, 1° novembre. Aperta dal 29 maggio scorso l’iniziativa ha superato i 40 mila visitatori, a dimostrazione del grande interesse suscitato dalle oltre 70 opere esposte, che raccontano l’evoluzione del paesaggio montano (soprattutto quello valdostano) tra la fine del XVIII e la metà del XX secolo. Nel percorso espositivo sono esposti, tra gli altri, preziosi acquerelli di William Turner e Giuseppe Pietro Bagetti e grandi oli di Leonardo Bazzaro, Marco Calderini, Alessandro Lupo, Angelo Abrate, Cesare Maggi, Carlo Pittara, Mario Reviglione, Giovanni Giani, Italo Mus, Alberto Rossi, Giuseppe Camino, molti dei quali già esposti in importanti occasioni, come le Biennali veneziane. Al loro fianco una particolare sezione dedicata al castello di Issogne, un’altra che indaga sul lavoro in montagna, sino a concludere con la pubblicità delle stazioni sciistiche e turistiche attraverso i manifesti.

La mostra “Metamorfosi dello sguardo. Le Alpi immaginifiche”, annota il curatore Aldo Audisio «si è rivelata un’esperienza di grande interesse, dall’approccio alla realizzazione». «E’ stata – spiega Aldo Audisio – un’indagine condotta tra musei, archivi, bibliografia e collezioni private, attraverso dipinti, disegni ed opere grafiche, talvolta mai esposti o poco noti, fino al risultato finale – quello che il visitatore vede – con un allestimento innovativo. Anche per me, che sulle tematiche montane ho curato o coordinato circa 200 esposizioni temporanee, allestite nella fase itinerante in oltre 700 sedi in Italia e nel mondo.»

«Questa mostra rappresenta un “sogno” che intendevo realizzare da anni, prima con il Museomontagna di Torino che dirigevo e in seguito per altre strade. Il Forte di Bard – continua Aldo Audisio – con il progetto Dahu me ne ha dato l’opportunità, ampliando l’approccio alla “Metamorfosi dello sguardo”, tra arte e mutamenti delle montagne. Il risultato è stato sorprendente, sia come numero di visitatori, inusuale per un progetto di questo tipo, sia per l’interesse destato. È bello poterlo affermare oggi, a 2 anni e mezzo dall’inizio di questa “avventura”, ormai a pochi giorni dalla chiusura al pubblico.»

«Inoltre – conclude Aldo Audisio – il percorso espositivo è nato con la consapevolezza dell’importanza del valore transfrontaliero del progetto, guardando lontano dalla sommità del Monte Bianco. Tutto il resto è seguito e si è sviluppato, ahimé, con il rimpianto di non avere messo in mostra alcuni pezzi importanti, ma un rammarico, in questi progetti, c’è sempre e anche “Metamorfosi” non si è allontanata da questa regola!»

La mostra analizza il cambiamento del territorio, con un focus specifico sulla Valle d’Aosta e la valle di Chamonix, attraverso la pluralità di sguardi di artisti, scienziati e alpinisti che ne hanno documentato le trasformazioni. Il progetto è nato da un’ampia ricerca iconografica che ha spaziato su un preciso arco temporale che ha portato all’individuazione di oltre 400 opere appartenenti a istituzioni pubbliche e a privati collezionisti.