Cultura e spettacolo

Il simbolico passaggio di consegne avviene proprio oggi, sabato 30 agosto. L’assunzione in servizio da lunedì prossimo

Nuova direttrice per l’Istituto storico della Resistenza Rosalba Dondeynaz prende il posto di Vilma Villot

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Da sinistra Vilma Villot e Rosalba Dondeynaz
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AOSTA (fri) Da lunedì prossimo, 1° settembre, l’Istituto storico della Resistenza e la società contemporanea della Valle d’Aosta avrà una nuova direttrice e responsabile scientifica. Si tratta di Rosalba Dondeynaz di Donnas, classe 1964, fino a pochi giorni fa insegnante di materie letterarie all’Istituzione scolastica di istruzione liceale, tecnica e professionale di Verrès, l’Isiltp.

Il decreto di nomina da parte della Regione è del 25 giugno, ma l’assunzione in servizio decorrerà da lunedì prossimo, in considerazione del fatto che l’attuale direttrice, Vilma Villot, anche lei insegnante, ha raggiunto con pari decorrenza i termini per accedere alla pensione.

Il simbolico passaggio di consegne tra Vilma Villot e Rosalba Dondeynaz, che ha un passato di insegnante di italiano e storia alle medie di Pont-Saint-Martin, avviene proprio oggi – sabato 30 agosto – in occasione dell’ultima giornata della scuola estiva dell’Istituto Ferruccio Parri per la formazione dei docenti in corso di svolgimento ad Aosta (vedi articolo a fianco).

«La mia esperienza – ricorda Vilma Villot – ha rappresentato un momento di crescita professionale, umana e culturale. Ho avuto l’opportunità di conoscere altre realtà in quella che è la rete degli Istituti storici italiani, con significativi momenti di confronto. Il direttivo dell’Istituto storico della Resistenza della Valle d’Aosta mi ha sempre supportato in ogni contesto. E’ stato un impegno durato 7 anni, durante il quale i momenti di criticità sociale, come la pandemia, hanno toccato pure noi, con momenti di chiusura al pubblico e temporanea sospensione delle attività di ricerca.»

«Ho avuto comunque – conclude Vilma Villot – la fortuna di celebrare i 50 anni di vita dell’Istituto, fondato nel 1975, in momenti in cui il presidio di democrazia era necessario, erano gli anni di piombo, gli anni degli attentati terroristici. Alla vigilia di questi 50 anni l’Istituto si è pure dotato di una nuova sede, ora in via Piave, e sono felice di avere potuto concludere la mia carriera lavorativa nella maniera più proficua possibile, contribuendo alla raccolta, conservazione, catalogazione e valorizzazione di documenti e testimonianze sulla storia contemporanea valdostana.»