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Alla scoperta del “castello dei sogni” Percorso dedicato a Vittorio Avondo

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Avere un sogno e riuscire a realizzarlo. E’ quello che fece Vittorio Avondo acquistando e restaurando il castello di Issogne, un sogno che dal settembre scorso è diventato un nuovo percorso di visita che quasi tremila persone, circa un quinto dei visitatori complessivi del maniero, ha già apprezzato. Perché “Il castello dei sogni”, come è stato denominato l’allestimento recentemente completato, approfitta giustamente del gioco di parole tra sogni e Issogne, permettendo di apprezzare quella che la straordinaria avventura di Avondo, iniziata appunto con l’acquisto del castello nel 1872 e conclusa nel 1907, con la donazione dello stesso allo Stato che poi lo trasferì al demanio della Regione autonoma.

Il nuovo percorso di visita ha consentito inoltre di aprire al pubblico un’ala del complesso monumentale che era chiusa, ampliando così l’offerta, ma soprattutto ha disegnato con intelligenza un filo della memoria che rischiava di essere sempre più dimenticato, se pensiamo che per i suoi contemporanei Vittorio Avondo era un personaggio estremamente importante, in un’epoca nella quale – è bene ricordarlo – erano le élites del Piemonte a governare l’Italia. Un’importanza che per la Valle d’Aosta fu ancora più decisiva, perché Avondo ed i suoi amici contribuirono in maniera fondamentale allo studio e al restauro dei castelli valdostani e alla valorizzazione dell’intero territorio, visto che il portone di Issogne fu sempre aperto per chi voleva trascorrere dei periodi di soggiorno in Valle d’Aosta – come ad esempio i tanti pittori, tra i quali i grandi Alberto Pasini, Carlo Pittara, Lorenzo Delleani, oppure studiosi del calibro di Alfredo d’Andrade o ancora scrittori come Giuseppe Giacosa e addirittura fotografi come Vittorio Ecclesia – tanto da rappresentare un polo di scambio di cultura che da Issogne interessava l’intera Italia.

«Questo intervento – commenta l’assessore Laurent Viérin – rientra nelle azioni messe in campo quando pensammo alla “Restitution” e alla sua validità che aveva l’obiettivo di sistemare e rivalutare i vari siti e beni archeologici del nostro vasto patrimonio materiale e immateriale così da restituirli alla comunità in modo che ne potesse fruire appieno. In questo contesto si inseriscono in particolar modo i castelli che possono così essere visitati al meglio e costituire una valida risposta al turismo culturale che rappresenta un atout importante per la nostra economia.»

In effetti il nuovo percorso di visita del castello di Issogne è particolarmente riuscito. La sua finalità è quella di porre l’accento su un personaggio – Vittorio Avondo appunto – che nella lunga campagna di lavori sulle decorazioni e sugli ambienti interni ha riportato all’antico splendore le pitture volute da Giorgio di Challant alla fine del XV secolo. La sua sensibilità e competenza gli ha poi permesso di riallestire con estremo rigore le sale interne, recuperando alcuni degli arredi originali e integrandoli, se ormai perduti, con copie in stile abilmente realizzate, secondo i dettami dell’epoca. Se è vero che ogni angolo dell’edificio è, in qualche modo, debitore del suo operato e visitando il castello il suo intervento è costantemente evocato, mancava tuttavia a Issogne uno spazio a lui specificamente dedicato.

Ora si è colmata questa lacuna e lo si è fatto con un percorso in parte multimediale, in parte classico, facilmente fruibile, immediato nella lettura, di impatto, tanto che è molto apprezzato da chi lo ha visitato e che è stato concepito da Alessandra Vallet, Sandra Barberi e Paola Corti con l’allestimento di Diego Giachello. Nelle sale di quello che era l’appartamento di Avondo si segue un racconto fatto di suoni e immagini – omaggio a quest’uomo intelligente e schivo che al termine della vita volle donare il castello allo Stato, consegnandogli di fatto il compito di trasmettere intatto questo monumento ai posteri – che pone in rilievo anche due dei suoi più cari amici: Federico Pastoris e Giuseppe Giacosa. Al primo è dedicata l’emozionante sala nella quale trionfa il dipinto “Ritorno di Terra Santa”, monumentale tela dipinta da Federico Pastoris nel 1880, acquisita nel 2009 alle collezioni regionali ed ambientata nel cortile del castello di Issogne, che rappresenta la più riuscita evocazione di quel mondo medievale tanto vagheggiato da Avondo e dai suoi amici offrendo un risultato veramente straordinario. Per il famoso drammaturgo Giacosa, che soggiornò a più riprese nelle stesse stanze, il castello fu invece una fonte di ispirazione per le sue opere di successo.

Perciò, entrare nell’appartamento di Vittorio Avondo e nell’allestimento “Il castello dei Sogni” significa fare un emozionante salto indietro nel tempo e comprendere meglio sia il maniero di Issogne, sia i presupposti culturali del tardo Ottocento, che grazie allo stesso Avondo, hanno permesso la prima vera tutela del complesso monumentale in epoca moderna.