Riceviamo e pubblichiamo: «Premessa: una vite un chilogrammo di uva. Premetto che da una pianta di vite di un qualsiasi vitigno è impossibile ottenere una produzione di uva equivalente a 300 bottiglie di vino, tantomeno di vino “superbo”, per ripetere le massobriane parole. La pianta secolare di Petit Rouge in essere, che nel lontano 2000 io stesso ho scoperto, identificato, segnalato e datato – pur con molta approssimazione, considerate le difficoltà del caso -, è stata iscritta nel 2001 nel registro delle piante monumentali (Le piante monumentali della Valle d’Aosta, a cura di Corrado Letey, Tipografia valdostana, Aosta, 2001). La produzione di uva di questa vite, ancora fruttifera nonostante l’età, non supera mediamente il chilogrammo di uva …da cui al massimo si può ricavare 1 bottiglia di vino!
Vite antica non corrisponde a vigna antica. Se tra gli intenti dell’articolo vi era anche quello di conferire un alone di sensazionalità alla notizia sin dal titolo del testo che recita “Dalla vite monumentale e secolare di Farys, a Saint-Denis, nasce il Monaja 300, un vino recentemente definito “superbo” dal critico enogastronomico Paolo Massobrio. L’enologo coreano che coltiva la vigna più antica della Valle d’Aosta”, nello stesso si commette invece una clamorosa confusione di termini, identificando la vite (la vite monumentale) con una vigna (nientemeno la più antica della Valle d’Aosta!). E’ questo un uso improprio di parole, poiché, confusi i due termini vite e vigna, non viene espresso con proprietà e chiarezza il loro significato. E’ un errore molto diffuso tra gli italiani che spesso confondono i termini vite, vitigno e vigneto, e utilizzano espressioni errate quali: “Quanti bei vitigni ho visto ieri nelle Langhe!” Riguardo alla fatidica vigna antica, il mio istinto di ricercatore è solleticato dalla curiosità di sapere dove questa si trovi esattamente, essendo io stesso proprietario di una vigna secolare, piantata nel 1906 (!) a Cartesan di Quart e che è oramai una delle poche vigne secolari superstiti in Valle d’Aosta.
Non un vino ottenuto da una vite ma da più viti di più vitigni! Concludo evidenziando ancora quest’ultima evidente contraddizione, al limite del paradossale, espressa nella seguente frase solo in apparenza verosimile: “… le sue uve (i.e. della vite monumentale) danno origine al Monaja 300 prodotto simbolo dell’azienda, un assemblaggio di Petit Rouge, Fumin e Vien de Nus, con affinamento in barrique e una produzione limitata di sole 300 bottiglie data la vetustà delle piante”.
Insomma… le uve utilizzate per quel vino provengono da una vite monumentale di Petit Rouge secolare, ma il vino ottenuto è un assemblaggio dei vitigni Petit Rouge, Fumin e Vien de Nus della vigna più antica della Valle d’Aosta!!».
e piccolo produttore di vino valdostano

