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La Fiera di Sant’Orso cambierà per l’emergenza Coronavirus

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La Fiera di Sant’Orso cambierà volto a causa dell’emergenza sanitaria. Infatti sarà proposta in una versione prevalentemente non in presenza. «La Fiera di Sant’Orso – spiega l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Formazione e Lavoro Luigi Bertschy – è un appuntamento che fa parte della nostra tradizione. L’idea di non fare la Fiera colpisce tutti noi sia dal punto di vista affettivo sia economico. Purtroppo però in questo momento le norme in vigore non permettono lo svolgimento delle Fiere fino al 3 dicembre. Oggi quindi, momento in cui i preparativi della Fiera dovrebbero essere al culmine, non abbiamo certezze del quadro normativo e della situazione sanitaria che avremo in futuro. Abbiamo pertanto condiviso in Giunta di prevedere una realizzazione della 1.021esima edizione della Fiera alternativa. Verrà infatti attivata una Fiera di Sant’Orso prevalentemente non in presenza sfruttando le opportunità che la tecnologia ci propone. Gli uffici della Fiera si stanno attivando per evitare di saltare l’appuntamento annuale con iniziative collaterali che permettano comunque di promuovere, far conoscere e valorizzazione l’artigiano di tradizione valdostano».

Quest’anno nessun albero

di Natale a chiocciola

Ma quella della Fiera di Sant’Orso non è l’unica novità. Per quanto concerne l’albero di Natale a chiocciola, la decisione di non montarlo è stata presa di concerto dall’Amministrazione comunale e dalla Chambre valdôtaine tenuto conto di diversi motivi: l’impossibilità di permettere l’accesso al pubblico per le norme dettate dall’emergenza sanitaria per l’epidemia da Coronavirus, la volontà di evitare occasioni di assembramento in un periodo in cui Aosta, come il resto della regione, è stata decretata zona rossa con prospettive ancora non ben definite per il mese di dicembre stante la gravità della situazione e, non da ultimo, perché gli Enti hanno valutato opportuno, in un momento così delicato per la comunità, operare qualche risparmio che potrà essere utilizzato per iniziative future in favore delle categorie più colpite dalla crisi causata dalla pandemia. Il Natale di Aosta non sarà, comunque, privo di luci e dei tradizionali addobbi. Infatti sono state posate le luminarie natalizie in una trentina tra vie e piazze. La formula, che era stata scelta dalla Giunta dell’ex sindaco Fulvio Centoz, è quella del servizio di noleggio rinnovabile per una anno. L’appalto, per un importo di 73mila euro, è stato assegnato al Centro Luminarie Meta Lux di Piscina, in provincia di Torino. Verrà poi posizionato un albero di Natale in una delle piazze cittadine.

Un Mercatino di Natale

virtuale, raccolta fondi
È di un’impiegata aostana, Francesca Tarallo, invece, l’idea di tentare di organizzare un Mercatino di Natale virtuale dopo che quello tradizionalmente ospitato al Teatro romano di Aosta è stato annullato. Va precisato che il Comune è estraneo a questa iniziativa, ideata dalla sua promotrice per aiutare amici artigiani. Il problema, però, è trovare i soldi per realizzare il sito. Così è partita la raccolta fondi sulla piattaforma gofundme. «La decisione di annullare questa manifestazione, causa Coronavirus, – spiega Francesca Tarallo – ha messo in ginocchio i nostri artigiani, i nostri hobbisti e tutti coloro che vivono con queste manifestazioni, fiere, mercatini. Non si sa, ancora se la soluzione alternativa sarà realizzabile». Il riferimento è all’intenzione dell’Amministrazione comunale che valuterà se organizzare un altro evento più avanti. «Allora perché non cercare di salvare la situazione – propone Francesca Tarallo – creando un sito dove, per ogni espositore, si andrà a simulare uno chalet, entrando nel quale, si potranno osservare ed acquistare gli oggetti che profumano di mani e di cuore?». . Precisa Francesca Tarallo: «Al di là della raccolta fondi, che procede a rilento, è comunque già in fase di predisposizione un sito, grazie all’aiuto gratuito di alcuni amici».