Dal giornale

Lupi, la Giunta ha varato il disegno di legge che prevede anche la possibilità di ucciderli

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La Giunta regionale ha esaminato ieri, venerdì 30 agosto, il disegno di legge presentato dall’assessore all’Ambiente, Risorse naturali e Corpo forestale Albert Chatrian che stabilisce le “Misure di prevenzione e di intervento concernenti la specie lupo, ai sensi dell’articolo 16 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche”. Il disegno di legge, dovrà essere poi approvato dal Consiglio regionale.

«Seguendo analoghe disposizioni, già attive nelle Province autonome di Trento e di Bolzano, – afferma l’assessore Albert Chatrian – crediamo sia giunto il momento anche in Valle d’Aosta di mettere mano all’impianto normativo per proseguire e strutturare le azioni finora portate avanti per gestire la questione lupo. La Corte costituzionale si è già peraltro espressa sugli interventi legislativi di Trento e Bolzano giudicando che la disciplina provinciale rientri nell’ambito delle competenze legislative statutariamente affidate alle 2 Province autonome, che coincidono con quelle attribuite alla nostra Regione».

Il disegno di legge prevede, in particolare maniera, che il Presidente della Regione, in accordo con l’Assessore regionale competente in materia di ambiente e risorse naturali, possa autorizzare «il prelievo, la cattura e l’eventuale uccisione del lupo, al fine di assicurare la coesistenza degli animali predatori con l’allevamento tradizionale di montagna e prevenire danni gravi, specificamente alle colture, all’allevamento, ai boschi, al patrimonio ittico, alle acque e ad altre forme di proprietà, nell’interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, o tali da comportare conseguenze positive di primaria importanza per l’ambiente».

Va, però, precisato che la Regione potrà adottare le misure di prevenzione e di intervento connesse alla gestione della presenza del lupo nel territorio regionale solo quando ci siano le condizioni previste dalla normativa europea in materia di conservazione degli habitat naturali, in subordine al parere preventivo dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

«Seguiremo con interesse l’iter del disegno di legge approvato dalla Giunta regionale. Per ora non possiamo che esprimere soddisfazione per un provvedimento che va nella direzione di difendere i nostri allevatori e rassicurare le nostre piccole comunità» è il commento a caldo di Alessio Nicoletta e Richard Lanièce, presidente e direttore di Coldiretti Valle d’Aosta.

L’incontro di Torgnon:

“Problema sottovalutato?”

“Il lupo nel sistema alpino” era il titolo della serata organizzata a Torgnon sabato scorso, 24 agosto, dall’associazione cacciatori “Torgnon- Antey-Saint-André” alla quale hanno partecipato più di 150 persone tra turisti e gente della vallata.

A parlare del lupo c’era il medico veterinario Antonio Scungio, veneto della Lessinia (è zona di pascoli che occupa per la maggior parte zone della provincia di Verona, ma pure di Trento e Vicenza), esperto di gestione della fauna selvatica e dell’impatto dei grossi predatori nei sistemi zootecnici tradizionali di montagna.

Secondo Antonio Scungio «in questi anni è stato molto sottovalutato l’aspetto antropologico e l’impatto della presenza di questo predatore sulle persone coinvolte, in particolare maniera gli allevatori».

II veterinario, che tra le righe ha fatto intendere una certa omertà da parte delle istituzioni, ha anche posto l’accento sul fatto che «gli allevatori non sono presi in considerazione e non sono informati sul vero numero degli esemplari che popolano il territorio».

In risposta alla serata di Torgnon, l’assessore Albert Chatrian aveva precisato che «la questione non è mai stata sottovalutata e non ci siamo mai sottratti al dibattito su un argomento che è al centro dell’attenzione in tutto l’arco alpino. Il Corpo forestale è attivo e risponde a chiamate e segnalazioni e che il mondo agricolo non è lasciato solo».

Durante la serata sul lupo organizzata a Torgnon ha chiesto di intervenire Paolo Oreiller (direttore regionale della Struttura Flora, fauna, caccia e pesca) che ha spiegato per l’ennesima volta quanti branchi ci sono sul territorio valdostano: sono 5 o 6 branchi per un totale di una sessantina di lupi. Ma è stato lo stesso Oreiller, che conosce bene la materia, a porre inaspettatamente al veterinario la domanda se il lupo sia pericoloso per l’uomo e se lo può attaccare. La risposta di Antonio Scungio non è stata diversa da quello che sostengono da tempo l’Amministrazione regionale e il Corpo forestale della Valle d’Aosta: «Il lupo resta un predatore senza rivali. Seppure non impossibile, il rischio dell’attacco all’uomo è talmente basso da potersi considerare trascurabile!».