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Ricorso contro il sequestro dei conti del Forte di Bard

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Un’ombra si staglia sul futuro del Forte di Bard, il maggiore polo culturale valdostano. Uno spettro che, forse, potrà essere esorcizzato dopo l’udienza fissata martedì 10 settembre, alle 11.30, davanti al Tribunale del Riesame di Aosta per discutere il ricorso contro il sequestro preventivo dei conti correnti dell’Associazione Forte di Bard e, in forma residuale, dei beni dell’ex consigliere delegato Gabriele Accornero. Il collegio sarà composto dai giudici Giuseppe Colazingari, Marco Tornatore e Maurizio D’Abrusco. A chiedere e a ottenere dal giudice delle indagini preliminari Paolo De Paola il provvedimento è stata la Procura di Aosta. Il sequestro preventivo per equivalente di circa 1,1 milioni di euro riguarda, appunto, i conti correnti dell’Associazione Forte di Bard e i beni dell’ex consigliere delegato Gabriele Accornero, indagato per dichiarazione infedele. La vicenda riguarda una presunta evasione dell’Iva nel 2015-2016 e fa seguito a una segnalazione dell’Agenzia delle entrate. L’ipotesi è che l’Associazione, per quanto formalmente una no profit, svolgesse attività commerciali e non rispettasse alcune disposizioni dello Statuto, che sono condizione per beneficiare del regime fiscale agevolato. Di conseguenza i circa 5 milioni di fondi ricevuti, anche pubblici (quindi regionali), non sarebbero contributi ma erogazioni corrispettive e quindi un imponibile sottoposto al pagamento dell’Iva.

Sui conti sono stati trovati circa 700-800 mila euro. Le indagini sono coordinate dal pm Luca Ceccanti e condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Aosta.

Il difensore di Gabriele Accornero, l’avvocato Corrado Bellora, dichiara che «Noi riteniamo che quei beni non fossero soggetti a Iva e da qualificare come corrispettivo, sono dei contributi regionali, e in ogni caso che Gabriele Accornero non avesse alcun motivo per ritenere che essi fossero dovuti».

Gabriele Accornero si è visto sequestrare tutti i suoi beni. Il provvedimento che riguarda le sue proprietà è in forma residuale, per incapienza dei beni dell’Associazione Forte di Bard (che è il destinatario principale del provvedimento). In una nota, la presidente dell’Associazione Forte di Bard Ornella Badery esprime «Grande dispiacere per le inevitabili ricadute in termini di funzionamento del Forte e pagamento di dipendenti e fornitori», precisando che «Al momento non sono previste interruzioni nell’attività». In merito alle contestazioni della Procura aostana, Ornella Badery osserva che «I fondi ricevuti dalla Regione Valle d’Aosta sono contributi erogati in base alla legge, e non corrispettivi; per questa ragione non sono stati assoggettati ad Iva. Risulta del tutto irrilevante, in relazione alla presunta evasione Iva contestata, lo svolgimento o meno di attività commerciale da parte del Forte di Bard ovvero la spettanza di agevolazioni. Abbiamo attivato nelle competenti sedi le opportune iniziative di difesa, con piena fiducia nella magistratura». Ai creditori del Forte di Bard è stata inviata una lettera in cui li si informa che «Non possiamo disporre del pagamento della sua fattura nonostante le disponibilità finanziarie e la solidità patrimoniale della nostra Associazione, in quanto è stata bloccata l’operatività dei nostri conti correnti mediante sequestro degli stessi». Quindi viene ricostruita brevemente la vicenda del «Contenzioso interpretativo con l’Agenzia delle entrate» per poi garantire che «Faremo tempestivo fronte a ogni impegno verso di voi non appena l’autorità giudiziaria ci renderà ciò possibile».

Parallelamente anche la Regione ha ricevuto la contestazione dall’Agenzia delle entrate per il mancanto pagamento dell’Iva sui contributi annuali al Forte di Bard. Per il 2015 la cifra ammonta a 275mila euro e per il 2016 a 146mila.