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Un libro per conoscere e affrontare il bullismo a scuola

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Il bullismo è un fenomeno che si manifesta anche tra bambini piccoli. Si parte dalla scuola primaria ed è proprio in questo ambito che Luciana Blanc Perotto, insegnante in pensione di Aymavilles, e Rosanna Pavano, psicologa e psicoterapeuta di Aosta anche lei in pensione, hanno trovato situazioni che sono confluite nel libro “Bullismo: la scuola che lo conosce lo affronta”. Il volume è pubblicato dalla casa editrice Erickson, specializzata in prodotti per la didattica e l’educazione, e si può ordinare scrivendo a live@erickson.it o dal catalogo https://www.ericksonlive.it/.

In una quarta e una quinta elementare, gli alunni sono invitati a tracciare la carta di identità del bullo. «Riportiamo le loro parole. – raccontano le autrici – I ragazzi ci dicono che il bullo non si riconosce dall’abbigliamento, né dallo scarso rendimento scolastico, o dal presentarsi come leader». Il dispetto, fatto o fatto fare, ma anche l’attirare con la gentilezza nuovi ragazzi nella “banda” sono le due facce del bullismo, che nasconde un malessere o meglio un «Vendicarsi delle ingiustizie della vita». Però, continuano i bambini, «I bulli non capiscono che i guai rimangono anche se si fa del male agli altri». Nei casi studiati, sono stati coinvolti anche i genitori: così come i bambini sono stati tutelati, permettendo loro di esprimersi nell’anonimato, poi alle famiglie è stato proposto un incontro di approfondimento, che però molti hanno disertato. «Non è stato possibile far passare il messaggio che la punizione da sola non risolve il fenomeno, – affermano Luciana Blanc Perotto e Rosanna Pavano – poiché i bulli sono il prodotto di un contesto del quale gli adulti stessi fanno parte o addirittura lo hanno creato e lo rinforzano. Essi speravano di poter risolvere il tutto punendo o allontanando i bulli segnalati». Gli episodi reali riportati nel libro sono molti: vengono raccontati, analizzati, se ne propone una soluzione. «Il castigo collettivo è un retaggio del passato. – avvertono le autrici – La punizione a tutta la classe, in seguito a eventi sgradevoli, i cui autori sono solo alcuni alunni che hanno agito di nascosto e non sono stati individuati, è un provvedimento che, in situazione di bullismo, lo favorisce». Si può lavorare soprattutto sulla prevenzione, in particolare nella scuola primaria, quando i bambini ripetono ancora le azioni viste o subite dagli adulti. «I bambini, infatti, devono sapere che il bullo è colui che non partecipa ai sentimenti di sofferenza della sua vittima, ma li provoca intenzionalmente» concludono Luciana Blanc Perotto e Rosanna Pavano.