Fuori Valle

È RISULTATO ESSERE L’AREA PIÙ COLPITA DELLA PROVINCIA DI TORINO

Il Canavese habitat ideale della popillia japonica. Devastante azione di danneggiamento delle colture

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CAREMA (ttm) Il Canavese si è rivelato essere l’habitat ideale per la popillia japonica, il nefasto coleottero la cui devastante azione di danneggiamento delle colture ha messo in allarme le regioni settentrionali d’Italia, e ancora il Canavese è risultato essere l’area più colpita della provincia, con la sua abbondanza di terreni irrigui, agricoli o coltivati a vite, come il circondario di Carema.

Per contrastarlo si era già provveduto con metodi tradizionali come reti anti-insetto o insetticidi chimici ma ora Coldiretti Piemonte ha pensato a un metodo biologico per porre un freno al coleottero d’origine asiatica, quindi più mirato e con obiettivo la distruzione delle sue larve.

“Giustiziere” delle nuove generazioni di popillia sarebbe un microscopio verme, il nematode (Heterorhabditis Bacteriophora), in grado di individuare sottoterra le larve del coleottero, dove riposano sino a primavera, ed eliminarle selettivamente, senza fastidi per altri insetti, in modo regolarmente fitosanitario e consentito a livello di disciplinari per l’agricoltura biologica.

I risultati della prima sperimentazione, avvenuta a Novara, indicano un’efficacia pari al 93%, quindi ideale per attenuare la presenza di popillia nella prossima stagione.

Proprio il mese di settembre è l’ideale per diffondere il nematode, con le larve prossime a entrare in letargo per il periodo invernale, quindi decisamente vulnerabili. I nematodi, riattivati miscelandoli con acqua, possono essere diffusi con una densità di 2 miliardi e 500 milioni per ettaro.

Il progetto è finanziato da Camera di Commercio di Torino e supportato da diverse aziende canavesane, comprendente un’area di 77,5 ettari su cui sono stati riversati oltre 193 miliardi e 750 milioni di nematodi, che dovranno affrontare una presenza di oltre 160 milioni di larve.

Nelle prossime settimane verranno eseguiti, a seguito del trattamento, i campionamenti post intervento