Fuori Valle

Quincinetto ha omaggiato i Sindaci del paese dal Dopoguerra fino a oggi

Ingrandisci la foto: Un momento delle celebrazioni organizzate a Quincinetto
Un momento delle celebrazioni organizzate a Quincinetto
3 minuti di lettura

QUINCINETTO (ttm) L’Amministrazione comunale di Quincinetto ha accolto la proposta formulata dal Consiglio regionale del Piemonte e dal Comitato Resistenza e Costituzione, che invitava tutti i Comuni del Piemonte, il giorno 27 aprile (a ridosso della celebrazione dell’80esimo anniversario della Liberazione), ad aprire le porte dei palazzi municipali ai cittadini, per una visita al fine di fare conoscere i luoghi in cui l’istituzione e la politica si fanno prossime alla comunità civile, trasmettendo valori di democrazia e libertà. Unitamente a ciò, la Regione Piemonte ha proposto di rendere omaggio, con la consegna di una pergamena, a tutti i Sindaci che si sono succeduti dal dopoguerra in poi, quali “sentinelle” della Repubblica.

E proprio questa iniziativa ha reso memorabile la giornata del 25 aprile a Quincinetto, dopo le celebrazioni ai Monumenti dei Caduti, al Milite Ignoto e alla Stele della Battaglia di Quincinetto del 13 ottobre 1944, che ha così reso onore agli otto primi cittadini – in ordine cronologico Silvestro Tonino, Giovanni Dalle, Domenico Tonino, Augusto Giachino, Ernesto Giachino, Fabrizio Bernabè, Barbara Compagno Zoan e Angelo Canale Clapetto – che dal 1945 in avanti hanno retto le sorti del paese. «Un toccante momento di memoria e commozione. – ha riferito Angelo Canale Clapetto, che ha consegnato le pergamene ai figli e ai familiari dei cinque primi cittadini non più viventi – Ma vi sono stati altri motivi a rendere indimenticabile questo 25 aprile».

Uno di questi è stato senz’altro la messa a dimora di una pianta di olivo nei pressi del Monumento ai Caduti in Piazza Unità d’Italia da parte del Consiglio dei Ragazzi e delle Ragazze di Quincinetto, che pochi giorni prima avevano votato la mozione, un atto concreto per celebrare la Liberazione e promuovere la pace, simbolo di unità, gentilezza e speranza per il futuro. Ancora, la presentazione del libro “Morte di un santo, di un rivoluzionario e di un eroe”, a cura dello storico Emanuele Gallotti, con recensioni, articoli e contributi dedicati al partigiano cattolico Cornelio “Gugia” Fornasari, decorato con la Croce al Valor Militare per la sua partecipazione alla battaglia di Quincinetto, e il concerto tenuto all’Auditorium Dante Conrero della Filarmonica Aurora (diretta dalla maestra Elena Betemps) e della Banda dei Pensionati (diretta dal maestro Lino Blanchod). «Le due Bande – continua Angelo Canale Clapetto hanno suonato assieme la marcia musicale “Casa dell’Arte”, scritta dal nostro scomparso compositore Giacomo Lino Buat, tra i fondatori della Banda dei Pensionati e già direttore della Filarmonica di Quassolo, un inno alla libertà quale soluzione e concretezza dei valori della Liberazione dedicato a un luogo le cui mura erano simbolicamente ricettacolo di accoglienza, solidarietà ed espressione di pensiero umano finalmente libero».

L’edificio chiamato Casa dell’Arte fu costruito da volontari in centro paese, a collegamento delle varie borgate, e ospitò nel tempo la filodrammatica Zenith, la cantoria, vide la nascita del Coro La Rupe, finendo poi nell’abbandono poiché non più agibile, con trasferimento nel 1973 delle sue attività nella sconsacrata Santa Marta. Sui ruderi di Casa dell’Arte fu in seguito costruita la palestra, ancora oggi punto di ritrovo, oltre che per le attività ginniche, anche per concerti o altri eventi culturali.