Analista politico, l’aostana Isabella Sala
è l’autrice di questa rubrica
82 categorie di sottoindicatori, per 26 categorie principali che riguardano cittadini, salute, mobilità, governance, ambiente, economia. Questi i dati dell’indagine capillare che ha classificato le città più felici del mondo e d’Italia, tra circa 4 miliardi e mezzo di persone che vivono ad oggi nelle aree urbane del pianeta.
L’inglese Institute for Quality of Life è ormai specializzato nella realizzazione di diversi tipi di ricerche sulla qualità della vita, volte al miglioramento del sistema globale di vita del cittadino, dallo spazio privato, alla sicurezza, alla stabilità ambientale, tenuto conto che le città sono una potenza globale, perché detengono in sé più dell’80 per cento del PIL.
In un’Italia posta al 40esimo posto (su 100) Milano è in pole position, seguita da Bologna, poi da Bolzano, e ancora da Firenze e Verona. A dimostrazione che l’istituto inglese riesce anche a far quadrare la grandezza della città nelle proporzioni date. Pure Roma, nonostante le problematiche emerse per mobilità ed altri fattori, come la pulizia, risulta relativamente felice mantenendosi nella classifica di bronzo delle città del mondo.
La tristezza? La sconfinata nota amara è che Aosta è l’ultima nella categoria Italiana. Aosta chiude la classifica dopo città come Taranto, ad esempio, che sconta la strage dell’Ilva e la disoccupazione. Senza pretendere di stare ai primi posti come Copenaghen, Zurigo, Berlino o Vienna, anche l’idea di piazzarsi dopo Bogotà fa specie.
La classifica è stata creata, spiega l’istituto, sulla base di migliaia di indicatori accuratamente sviluppati dai ricercatori, riferiti direttamente alla qualità della vita e al senso di felicità dei suoi residenti. È importante sottolineare che non viene analizzata la felicità di un individuo immaginario in ogni luogo del mondo, ma delle persone che vivono effettivamente in queste città. La posizione della città nella classifica è quindi dovuta all’effettivo benessere dei residenti. Si considerano temi come inclusione sociale, sistema educativo, trasparenza della politica, innovazione, strategie consapevoli.
L’Italia è una delle mete turistiche più ambite al mondo. La bellezza dei suoi centri abitati, la straordinaria varietà di paesaggi naturali e la sua enorme ricchezza in patrimonio artistico e storico ne fanno una meta ambita, dicono gli inglesi, che ne vedono alcune città come luogo ideale in cui vivere. Aosta non è tra queste, evidentemente, non solo agli occhi degli stranieri, ma anche attraverso lo sguardo di chi conta: il valdostano.
Sono gli abitanti che creano il futuro della città conferendole il proprio carattere espressivo o è la città che deve evolvere per contenere la propria popolazione? Chi è più infelice, Aosta o il suo cittadino?