Analista politico, l’aostana Isabella Sala
è l’autrice di questa rubrica
Partiamo dai ragionamenti lineari: se sei un pasticcere e un cliente ti ha ordinato una torta, ma tu per un qualsiasi motivo, ti sei distratto, non ti arrivavano le fragole, hai avuto l’influenza, ne hai fatta solo metà, cosa pensi? Che il cliente sarà un poco soddisfatto e ti dirà che anche se non l’hai completata tutta te ne pagherà metà e la porterà a casa?
Se porti la macchina dal meccanico che trova 2 danni da riparare, ma te ne fa solo uno? Pensi di sentirti soddisfatto perché comunque metà del lavoro è fatto? Gli pagherai metà del preventivo?
Allo stesso modo io percorro il tratto autostradale che collega la Valle d’Aosta al resto del mondo e procedo tutto il viaggio su mezza corsia, perché lavori e chiusure bloccano l’altra metà, con il disagio del traffico, della corsia di emergenza spesso inesistente in molti tratti, del tempo perso, che faccio? Arrivo al casello e neanche ottengo delle scuse per il disagio e un pedaggio a metà (che comunque non mi basterebbe) no, nessuna informazione né prima né dopo e il canone più alto d’Italia, a prezzo pieno.
Aggiungiamo che l’autostrada in questo momento è la via obbligata, perché non esiste ferrovia o aeroporto e quindi dovrebbe essere addirittura gratuita, in quanto unico accesso obbligato, come la mettiamo? Non c’è quindi possibilità di scelta: transito in auto o con un allucinante pullman sostituivo, sempre in autostrada ad una corsia.
Ci sono almeno 3 motivi – sicurezza mancante, disagio costante, obbligatorietà insita – per cui non andrebbe pagato nessun pedaggio, fino almeno al ripristino della ferrovia, volendo proprio sostenere le spese di gestione si potrebbe fare pagare agli utenti un prezzo simbolico, vista anche la mancanza costante di fluidità nelle corsie a causa di eterni cantieri diurni, ma il prezzo pieno, no, quello proprio no. Se vale per tutte le professioni perché non debba valere per un servizio pubblico è proprio incomprensibile.