Analista politico, l’aostana Isabella Sala
è l’autrice di questa rubrica
Ricevo e pubblico volentieri questa lettera, per dare voce ad una delle “nicchie virtuose” della nostra Valle d’Aosta.
“Carissima Isabella,
abbiamo letto con attenzione il tuo articolo sul “Progetto Agile Arvier” del 18 gennaio. Sono passati solo 2 mesi. Un’eternità per noi, perché la sfida del cambiamento che il Progetto intende affrontare, ben oltre il 30 giugno 2026, è fatta di tanti piccoli tasselli che si costruiscono, per l’appunto quotidianamente. E’ da ormai un anno che il Comune di Arvier si è dotato di una Struttura organizzativa dedicata e ciò grazie al supporto finanziario fornito dalla Regione non per mancanza di volontà del Comune, sia chiaro, ma perché in funzione delle “regole del gioco” stabilite dal PNRR non era possibile utilizzare nemmeno un centesimo per il cosiddetto, vorrai scusare i tuoi lettori per il tecnicismo, rafforzamento amministrativo.
Il processo di trasformazione e rigenerazione culturale, sociale e economica dei nostri borghi di Arvier e Leverogne, ma di tutti i borghi destinatari dei 20 milioni di euro a valere sulla Linea A del Bando, passa prima di tutto attraverso le persone. Ed è proprio su queste che ci stiamo concentrando in questi giorni in termini di investimento. Infatti dopo aver “sécurisé” quelli infrastrutturali – siamo prossimi all’approvazione dei progetti di fattibilità tecnico economica – stiamo affrontando la seconda fase di progetto ovvero l’avvio degli investimenti immateriali (i LAB) e, fra qualche mese, dei cantieri. Per i LAB, sono state pubblicate 2 distinte procedure ovvero una gara d’appalto per OpenGov, Digital e Comunicazione e un avviso rivolto agli enti del terzo settore per la coprogettazione di iniziative, prevalentemente formative, sull’Education. A breve sarà, inoltre, pubblicato l’ultimo avviso per la co-progettazione con enti del terzo settore a valere sul SocialInnovationLAB.
Entro l’estate completeremo la messa a terra dei 20 milioni di euro (che sono solo l’inizio della sfida che entrerà nel vivo il 30 giugno 2026). Tuttavia, guardare solo alle cifre rischia di far perdere il vero significato del progetto e le sfide che il sistema Italia ha raccolto con il Bando Borghi, grazie al sostegno dell’Unione europea.
Il sogno che hai delineato nel tuo articolo è il risultato che intendiamo perseguire ben consapevoli che 2 anni sono pochi per costruire una “comunità di comunità”. Sono ben altre le difficoltà che la nostra Comunità ha affrontato per arrivare a questi giorni e dovrà affrontare in futuro. Riconosco che la strada sia impegnativa e che il tempo a disposizione sia limitato. Tuttavia, il vero cambiamento – quello del “Progetto Agile Arvier” – si misura anche nella capacità di affrontarle con responsabilità, determinazione e grande flessibilità. In questa direzione, pur nelle difficoltà che quotidianamente siamo chiamati ad affrontare, il nostro impegno rimane fermo e costante, auspicando la partecipazione della Comunità nel proporre oggi e domani azioni che mettano al centro Arvier quale luogo di condivisione e innovazione sociale di respiro europeo.
Con stima, Gianluca Tripodi, dirigente “Progetto Agile Arvier”