AOSTA (fci) Domenica scorsa, 19 ottobre, la Cattedrale di Aosta ha accolto la Messa – celebrata dal vescovo, monsignor Franco Lovignana – per ricordare i 375 anni dalla fondazione delle Suore di San Giuseppe.
La Congregazione delle Suore di San Giuseppe nasce ufficialmente nel 1650 in Francia, a Puy-en-Velay dall’incontro del progetto del padre gesuita Jean-Pierre Médaille con il desiderio di sei giovani donne di vivere una vita cristiana radicale in mezzo al mondo e non in clausura, come usava all’epoca.
Padre Médaille era un missionario e durante le sue predicazioni nelle campagne francesi aveva visto quanto fosse misera la situazione della popolazione, lacerata dalle lotte tra nobiltà e monarchia, dopo essere uscita a fatica dalle guerre di religione tra cattolici ed ugonotti.
Saranno chiamate suore di San Giuseppe, perché cercheranno di seguire l’esempio di questo santo, che il Vangelo presenta, al servizio di Gesù e Maria, con un servizio silenzioso, ma cordiale ed efficace.
Ben presto sorgono altre comunità anche in altre diocesi, finché la Rivoluzione Francese segna una battuta d’arresto: le Congregazioni si devono sciogliere e alcune suore vengono imprigionate e addirittura ghigliottinate. Finita la Rivoluzione, però, l’Arcivescovo di Lione chiede a Madre Saint Jean Fontbonne di ricostituire la Congregazione. Molti sentono parlare di lei e tra loro c’è anche il Vescovo di Aosta, monsignor Evasio Agodino, che le chiede delle suore per l’educazione delle ragazze.
Madre Saint Jean accetta e nel settembre del 1831 quattro suore partono da Lione per Aosta, dove giungono, attraversando il Gran San Bernardo. Vengono ospitate nell’antico Convento di Santa Caterina, che le monache agostiniane avevano dovuto lasciare durante la Rivoluzione francese. Le suore iniziano subito la loro opera di insegnamento e ben presto delle giovani valdostane chiedono di far parte della congregazione.
A quell’epoca i viaggi e le comunicazioni specialmente attraverso le Alpi erano difficili, per cui nel 1845 il nuovo vescovo, monsignor Jourdain, decide di rendere autonome da Lione le suore di Aosta, dando così inizio alla Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Aosta.
Soprattutto nel Novecento c’è stato un grande movimento missionario dall’Europa verso l’Africa, l’America latina e l’Asia. «Oggi il movimento si è un po’ invertito e sono le nostre sorelle più giovani dall’Africa e dall’Asia che vengono in missione in Europa, come potete vedere anche oggi, in cui sono le nostre suore malgasce e burkinabé che animano la liturgia » ha ricordato durante la funzione suor Nicoletta Danna.
«Il nostro carisma non è altro che un modo particolare di leggere il Vangelo, per cui può essere vissuto in qualunque stato di vita. Per questo, accanto alle suore, vi sono ovunque laici che cercano di vivere la spiritualità del “Piccolo Disegno” nel loro ambienti, lavorando per la comunione e realizzando un servizio umile e cordiale».
«Grazie a tutti i nostri collaboratori, a chi lavora con noi e per noi ogni giorno, ai volontari che aiutano in particolare il nostro impegno nelle missioni » ha concluso suor Nicoletta Danna.

