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IL TEMA: “UNO IN CRISTO, UNITI NELLA MISSIONE”

Giornata Missionaria Mondiale, nella chiesa di Maria Immacolata la veglia di preghiera sabato scorso

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Un momento della funzione di sabato scorso (foto Augusto Martinet)
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AOSTA (den) Sabato scorso, 17 ottobre, nella chiesa di Maria Immacolata ad Aosta si è svolta la veglia di preghiera per la Giornata Missionaria Mondiale 2026, istituita da papa Pio XI nel 1926 e che quest’anno aveva per tema “Uno in Cristo, uniti nella missione”. La veglia si è articolata in vari momenti: l’invito a pregare per portare l’annuncio del vangelo al mondo, l’esame di coscienza perché solo da un cuore riconciliato può nascere la comunione con Dio e con il prossimo, l’ascolto della Parola di Dio. Ha colpito i fedeli l’effetto cromatico dell’altare da cui scendevano come una cascata d’acqua colorata cinque drappi che rappresentavano i cinque continenti: il rosso l’America, il verde l’Africa, il giallo l’Asia, il bianco l’Europa, il blu l’Oceania. Il vescovo Franco Lovignana ha incentrato l’omelia su tre parole: «La prima, Andate e fate discepoli tutti i popoli. Si tratta del mandato di Gesù che viene ripetuto a noi questa sera: è imperativo, non è opzionale. Il discepolo non si fa da sé, il discepolo nasce dall’ascolto perché è la parola di Dio, e dall’azione dello Spirito Santo, perché si tratta di una parola e di una azione legata a una comunità. La seconda parola dice il come della missione: “In mezzo alle genti narrate la sua gloria, a tutti i popoli dite le sue meraviglie”. La missione che Gesù ha compiuto in mezzo agli uomini aveva questa caratteristica. È venuto sulla terra per raccontare il Padre, la sua vita, il suo mistero, ciò che nel cuore di Dio riguarda l’umanità, la sua storia, la sua salvezza. Ed è questo il modo della missione che Gesù ha pensato anche per i suoi discepoli, per noi, per raccontare la bellezza dell’essere cristiani, le meraviglie che Dio compie per noi». L’ultima parola che il Vescovo ha consegnato a sé e ai presenti è stata quella della gioia, prendendo spunto dal brano di Isaia, suggerito dalle letture della veglia: «”Ensemble poussez des cris, des cris de joie, ruines de Jérusalem! Car Dieu a consolé son peuple, il a racheté Jérusalem”. Non ci può essere missione se non a partire dalla gioia, che scaturisce dalla consolazione di Dio. Se non ci lasciamo raggiungere dalla consolazione di Dio nei momenti faticosi e critici che ognuno di noi deve affrontare nella sua vita, non possiamo raccontare la bellezza di Dio e della fede». All’omelia del Vescovo è seguita la preghiera per la missione in lingua francese, italiana, inglese, romena, malgascia. Un momento suggestivo della veglia c’è stato con il linguaggio simbolico della missione: drappi colorati portati all’altare, il vangelo, un bicchiere d’acqua, del sale, una candela. I fedeli sono poi stati invitati all’altare, dove il Vescovo e don Ferdinand Nindorera li hanno accolti e hanno distribuito a ciascuno un pezzetto di pane contenuto in canestri. La veglia di preghiera per la centesima Giornata Missionaria Mondiale si è conclusa con la benedizione del vescovo e con l’inno del santuario «O Maria Immacolata».

Ernesto Desandré