Parrocchie

Si è tenuta giovedì scorso, 22 ottobre, nella Sala del Vescovado con la ricercatrice Elena Corniolo

La figura di Anselmo, vescovo riformatore prima della Riforma, al centro di una conferenza ad Aosta

Ingrandisci la foto: I relatori della conferenza di giovedì scorso: la ricercatrice in Storia medievale all’Università di Torino Elena Corniolo e l’archivista-paleografo Luca Jaccod
I relatori della conferenza di giovedì scorso: la ricercatrice in Storia medievale all’Università di Torino Elena Corniolo e l’archivista-paleografo Luca Jaccod
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AOSTA (mye) Il suo nome era Anselmo ed era (anche) vescovo di Aosta, ma non va confuso con il più celebre santo, nato una decina d’anni dopo la sua morte. A lui, simbolo in qualche modo del legame, rinnovato da un anno, tra i canonici della Cattedrale e quelli di Sant’Orso, è dedicato un ciclo di conferenze ispirato dal vescovo monsignor Franco Lovignana. Alla ricercatrice storica dell’Università di Torino Elena Corniolo, con i documenti presentati da Luca Jaccod della Biblioteca diocesana di Aosta, è stato affidato il compito di contestualizzare la figura del vescovo Anselmo, nella prima conferenza di giovedì scorso, 22 ottobre, nella Sala del Vescovado.

«Anselmo, vescovo di Aosta tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo, è noto per essere stato il vescovo ricostruttore delle 2 principali chiese cittadine, la Cattedrale e Sant’Orso. – spiega Elena Corniolo – È stato anche prevosto dell’abbazia di Saint-Maurice d’Agaune, il più importante ente religioso del regno di Borgogna. Purtroppo, le fonti che ci parlano di lui non sono molte. Soprattutto, nessuna di queste è oggi conservata negli archivi valdostani. Questo è forse il motivo per cui Anselmo non compare nelle cronotassi (gli elenchi, ndr) vescovili fino al 1645».

Così, mentre le 2 comunità dei canonici della Cattedrale e di Sant’Orso compiono un anno di percorso comune, un gruppo di lavoro, composto dai canonici Fabio Brédy e Paolo Papone e dagli studiosi Roberta Bordon e Luca Jaccod, è attivo nell’approfondire il ricordo di un vescovo morto mille anni fa.

Era un personaggio speciale, Anselmo, che i cronisti di ieri e di oggi sembrano fare a gara per confondere con altri dallo stesso nome. Vale la pena, quindi, seguire il ragionamento di Elena Corniolo e ricostruire il contesto e l’importanza del personaggio.

«Come tutti i vescovi della sua epoca, vissuti prima della Riforma gregoriana, prima cioè che si affermasse una più netta divisione tra potere spirituale e temporale, – puntualizza Elena Corniolo – Anselmo esercitava il suo ufficio in stretto accordo con i poteri laici attivi nella diocesi. Del resto, egli era membro di un’importante famiglia aristocratica della Borgogna transgiurana, strettamente legata alla dinastia regnante dei Rodolfingi».

Anselmo apparteneva quindi ad una famiglia legata sia al re di Borgogna Rodolfo III (i Rodolfingi), sia a quell’Umberto, chiamato poi Biancamano, che diede inizio alla dinastia Savoia. Mentre Anselmo era vescovo ad Aosta, e aveva competenze anche sull’Abbazia di Saint Maurice d’Agaune, suo fratello Burcardo era arcivescovo di Lione. Dialogavano, si scambiavano beni, si comportavano come i vescovi del tempo, attorno a quell’anno Mille che stava già preparando i tempi delle riforme. «Un vescovo del X-XI secolo – continua Elena Corniolo – si occupa di clero, fedeli, architettura, formazione del clero. Spesso sono anti romani, cercano di porre limite al tentativo di gerarchizzare la chiesa universale e rivendicano l’autonomia. Gli indizi archeologici sui cantieri di ricostruzione delle due chiese cittadine – suggeriscono che Anselmo abbia promosso un’azione di riforma della chiesa locale, che possiamo immaginare abbia coinvolto tanto i chierici quanto i fedeli della città e della diocesi aostana. In quella direzione vanno infatti gli atti del concilio di Anse, località non distante da Lione, del 994, cui Anselmo partecipò. La figura di Anselmo ci spinge dunque a dare spazio alle iniziative di riforma vescovile che anticiparono, ma che anche convissero con la più energica successiva azione di riforma romana e quindi a vedere in lui un vescovo riformatore prima della Riforma».

Il secondo appuntamento si terrà giovedì prossimo, 29 ottobre, alle 17.30, nella Cattedrale di Aosta con l’archeologo della Soprintendenza per i Beni e le Attività culturali Gabriele Sartorio che parlerà di “Anselmo, un vescovo costruttore: il rinnovamento del complesso monumentale della Cattedrale alla luce dell’archeologia”, a seguire lo storico Joseph Rivolin interverrà su “Gli affreschi dell’XI secolo”. Al termine è prevista la visita alla Cattedrale. Il terzo appuntamento è in calendario per martedì 3 novembre, alle 21, nella Chiesa di Sant’Orso, con il concerto meditazione “Meditatio mortis” a cura del presidente dell’Académie Saint-Anselme canonico Paolo Papone e del maestro Ugo Piovano. L’ultimo incontro del ciclo è fissato per giovedì 12 novembre, alle 17.30, nella Collegiata di Sant’Orso. L’archeologo Gabriele Sartorio relazionerà su “Anselmo, un vescovo costruttore: il rinnovamento del complesso monumentale di Sant’Orso alla luce dell’archeologia” e il canonico Paolo Papone su “Gli affreschi dell’XI secolo”. Successivamente verrà visitata la Collegiata.