Parrocchie

DOMENICA SCORSA, 2 MARZO, LA MESSA PER SALUTARE I FEDELI

Padre Gian Paolo Gugliotta lascia la parrocchia di Maria Immacolata

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Padre Gian Paolo Gugliotta
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AOSTA (den) Domenica scorsa, 2 marzo, numerosi fedeli hanno partecipato alla Messa delle 10.30 per salutare padre Gian Paolo Gugliotta, che lascia la parrocchia di Maria Immacolata ad Aosta perché ha ricevuto una nuova Obbedienza. Il padre oblato ha presieduto la Messa concelebrata con il parroco Gregorio Glabas e padre Palmiro Delalio, mentre la corale ha animato i canti della VIII domenica del tempo ordinario.

Nell’omelia il celebrante ha preso lo spunto dalle letture del giorno per proporre come tema di riflessione a una coppia che ha celebrato il 50esimo anniversario di matrimonio, e all’assemblea la cura del cuore che custodisce il nostro tesoro, ciò che ci abita, ciò che determina il nostro modo di agire, di relazionarci.

Proseguendo l’omelia padre Gian Paolo Gugliotta ha detto: «Ecco, se dovessi dire in questa giornata che per me è di saluto la cosa che parte da questa comunità è una sola: mi trasferirò da Aosta a San Giorgio Canavese ma continuerò il lavoro in diocesi di Aosta. E non essendo Aosta una metropoli ma quattro case messe lì e qualche via, c’inc ontreremo per strada e che cosa mancherà? Certamente la mia persona, mi auguro, ma anche le mie omelie. E in questo itinerario di quattro anni e mezzo che cosa sono state le mie riflessioni da questo ambone se non un provocare il cuore? Sono stato un provocatore, sono stato a volte sarcastico, sono stato tutto da questo ambone ma il motivo è stato solamente uno: quello di provocare la riflessione dell’uditor io. E a volte ho toccato spesso, come si dice, corde sensibili ma sono certo e dico che la cosa più bella che porto dalla parrocchia dell’Immacolata è che di fronte a tante delle mie provocazioni tanti e tante si sono messi in discussione, cioè hanno riveduto certe assolutizzazioni che forse non erano secondo il vangelo o hanno continuato la cura del cuore. Questa è la cosa che, grazie allo Spirito Santo, mi auguro più rimanga. Questo sapersi leggere dentro per essere sempre più, sempre meglio come il Signore ci vuole, oserei dire essere sempre sinceri con noi stessi, oltre che con Dio. Mi auguro che questa cura del cuore continui nella quotidianità».

Dopo la comunione il parroco Gregorio Glabas ha ringraziato il confratello per il suo ministero nella parrocchia di Maria Immacolata, in modo particolare per aver dato voce alla parola di Dio, e poi il celebrante ha salutato così l’assemblea: «Dico soltanto dove vado a vivere: fondamentalmente sullautostrada perché di fatto sarò trasferito a San Giorgio Canavese, ma continuerò anche a lavorare nel mio ufficio in diocesi di Aosta. E poi ci tengo a dire che andrò a servire in una comunità di confratelli anziani e vi faccio l’elenco della loro età: 94, 94, 92, 91, 90, 88, 76, 73, 71, 57 la mia, con me l’età non è che si abbassa ma precipita proprio. Si è creata anche là un’urgenza e quindi starò un po’ qui e un po’ là. Ci vedremo per le strade di Aosta che, come già detto, non è una metropoli e quindi facilmente ci si incontra».

Dopo le parole di padre Gian Paolo Gugliotta è partito dai presenti uno scrosciante e prolungato applauso, prima della benedizione finale e del canto Ave Maria di Bepi De Marzi.

Ernesto Desandré