AOSTA (fci) «Vedremo se il giudice competente riterrà legittimo indire i comizi elettorali di settembre in data antecedente al referendum senza fare riferimento alla legge vigente che prevede una sola preferenza». Parole di Alberto Zucchi, coordinatore di Fratelli d’Italia Valle d’Aosta. «Solo gente irresponsabile può pensare di promuovere un referendum di qualunque natura nella settimana di ferragosto», aggiunge riferendosi al decreto firmato giovedì scorso, 5 giugno, dal Presidente della Regione che ha indetto il referendum per domenica 10 agosto.
I valdostani voteranno per il referendum confermativo sulla nuova legge elettorale regionale, che dovrebbe disciplinare le modalità di voto delle regionali di fine settembre. Il referendum, previsto sulle materie elettorali dallo statuto speciale, è stato chiesto da 7 consiglieri regionali, ma anche da un comitato che non ha però raccolto il numero necessario di firme. La norma introduce le 3 preferenze, anziché la preferenza unica, e la rappresentanza di genere.
«Dalla nascita della nostra Repubblica una pagliacciata simile non è mai avvenuta», aggiunge Alberto Zucchi. «Per noi – prosegue – questa consultazione che poteva e doveva essere indetta in tempi più consoni ma che è stata fissata volutamente – dolosamente – in tale data farsesca non ha alcun valore perché per noi non può produrre effetti per la prossima tornata elettorale».
«Questa surreale situazione di incertezza che ha enormi ripercussioni sulla composizione delle liste che necessitano per taluni almeno 1.000 firme di supporto in un intreccio pazzesco di date ha un solo responsabile che è il Presidente della Regione a cui chiederemo tutti i danni diretti e indiretti che si potranno produrre da questa sua decisione».
Le scuse di Luca Distort
«Purtroppo la mia mancata messa agli atti della richiesta di autorizzazione a svolgere il ruolo di certificatore, nonostante la mia qualifica di Consigliere regionale, ha impedito, formalmente, il superamento del numero minimo di firme (per un numero di 7 firme): questa situazione pesa particolarmente sulla mia coscienza soprattutto nei confronti di tutte quelle persone che hanno dedicato tempo, energie e risorse per una raccolta di firme che, agli effetti numerici, ha dimostrato l’abbondante superamento del numero minimo richiesto, segnale di ottima capacità di raccolta di consenso e della chiara volontà dei firmatari».
Lo dichiara il consigliere regionale Luca Distort (Lega) a proposito dell’invalidamento della raccolta firme per il referendum confermativo della legge elettorale regionale. Sono 158 le firme considerate «non valide» tra le 2.273 depositate per chiedere la consultazione popolare sulla legge approvata dal Consiglio regionale il 27 febbraio. Le firme depositate non sono quindi sufficienti per chiedere il referendum (ne occorrevano 2.117). Referendum che, come prevede la legge, è stato comunque richiesto regolarmente da 7 consiglieri regionali la scorsa settimana.
«È mia abitudine – aggiunge Luca Distort – prendermi le responsabilità delle mie azioni e, soprattutto, dei miei errori e sono quotidianamente oggetto del giudizio da parte del giudice più spietato: la mia coscienza. Tutti possono compiere errori, ma pochi sono in grado di ammetterli. È con questo spirito che, rifuggendo qualunque giustificazione, rivolgo le mie più profonde scuse al Comitato per la riforma elettorale, di cui ho sostenuto con ogni sforzo l’obiettivo di raccogliere le firme necessarie».
Si voterà con le 3 preferenze
Erik Lavevaz, consigliere regionale dell’Union Valdôtaine e presidente della prima commissione del Consiglio Valle, citando la disciplina regionale sui referendum afferma che «Sull’applicazione del risultato alle elezioni, i promotori del referendum tuonano convintamente che si voterà comunque con la vecchia legge, e che l’esito referendario non sarà applicabile. Peccato che l’unico ente titolato a pronunciarsi sulla materia – l’Ufficio elettorale regionale – abbia chiarito esattamente il contrario: la modifica, ampliando il potere di scelta dell’elettore, deve essere applicata fin dalle elezioni di settembre».
E quindi, se il referendum del 10 agosto confermerà la legge che introduce le 3 preferenze, il 28 settembre alle Regionali – sostiene Erik Lavevaz – si voterà con le 3 preferenze.
Forza Italia prende le distanze
«Stupore e sconcerto. Sono queste le sensazioni con le quali abbiamo assistito all’ennesimo scontro tra la maggioranza regionale e i promotori del referendum in merito alla conferma o meno delle 3 preferenze». Lo scrive in una nota il coordinamento regionale di Forza Italia Valle d’Aosta.
«Stupore e sconcerto dettati dal fatto che, se da una parte non possiamo che denunciare con forza l’atteggiamento irresponsabile della maggioranza, che ha approvato una riforma elettorale che riforma elettorale non è – a tempo ampiamente scaduto e senza la benché minima condivisione all’interno del Consiglio Valle, dall’altra non possiamo nemmeno sottacere l’atteggiamento altrettanto inopportuno di coloro che hanno aggiunto confusione a confusione, gettando addirittura l’ombra di possibili ricorsi tesi a invalidare le prossime elezioni regionali di settembre».
Si tratta, secondo Forza Italia Valle d’Aosta, di «un inspiegabile braccio di ferro politico, con un unico dato di fatto incontrovertibile: da questa battaglia non usciranno vincitori, bensì usciranno sicuramente perdenti i valdostani».
Arriva il generale Vannacci
Roberto Vannacci, europarlamentare del gruppo Patrioti per l’Europa e recentemente nominato vice segretario della Lega Salvini Premier, interverrà giovedì 19 giugno prossimo, ad Aosta, alla conferenza organizzata dalla Lega sul tema «Cambiare l’Europa: dal green deal al rearm Europe». L’appuntamento è alle 20.30, all’Hostellerie du Cheval Blanc. «Solo grazie alla sua azione e a quella degli altri europarlamentari della Lega sarà possibile lavorare per salvare l’Unione europea e i valori su cui si fonda» dichiara il segretario della Lega Vallée d’Aoste Marialice Boldi.
