AOSTA (fci) Saranno 97 mila 805 (dato aggiornato a sabato 24 maggio) gli elettori chiamati a esprimersi sui 5 quesiti referendari domani domenica 8 e lunedì 9 giugno, dei quali 47mila 846 maschi e 49mila 959 femmine. I seggi saranno aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Potranno recarsi alle urne tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali del Comune di residenza e che hanno compiuto il 18esimo anno di età nel giorno fissato per la votazione (da intendersi domenica 8 giugno). La tessera elettorale si rinnova presso l’ufficio elettorale del Comune di residenza che resterà aperto dalle 9 alle 18 nei 2 giorni antecedenti la data della consultazione e, nei giorni della votazione, per tutta la durata delle operazioni di voto, e quindi dalle 7 alle 23 di domenica 8 giugno e dalle 7 alle 15 di lunedì 9 giugno.
Per la validità del referendum abrogativo, la proposta soggetta a referendum è approvata se ha votato la maggioranza (50 per cento più 1) degli aventi diritto al voto e se è raggiunta la maggioranza (50 per cento più 1) dei voti validamente espressi. Se si è d’accordo con l’eliminazione della norma oggetto del referendum, bisogna votare «Sì». Se si è contrari, bisogna votare «No». Quattro quesiti propongono di modificare le regole del mercato occupazionale, alcune delle quali sono state introdotte dal Jobs Act. Un quinto riguarda invece la legge sulla concessione della cittadinanza italiana. I quesiti saranno su schede di diverso colore, e se ne può votare uno solo, oppure alcuni. Il primo quesito reintroduce nelle aziende, con più di quindici dipendenti, il reintegro del lavoro, in caso di licenziamento ingiusto. Il secondo elimina il tetto all’indennizzo per i dipendenti di aziende piccole, licenziati illegittimamente. Il terzo quesito limita l’uso dei contratti a tempo determinato a causali specifiche e temporanee. Il quarto estende la responsabilità di incidenti sul lavoro anche all’imprenditore committente di un appalto. Il quinto quesito infine dimezza il tempo per poter richiedere la cittadinanza italiana, da dieci a cinque anni.

